Friday Prejudice Pregiudizi sui film in uscita nelle sale italiane. Solo un gioco.

11mag/1239

Nei cinema dall’11 maggio 2012

100 metri dal paradiso è uno dei seicento film italiani in uscita questa settimana, ma più o meno l'unico di cui abbiate sentito parlare. Il merito è probabilmente della Rai, che per qualche motivo produce e distribuisce questa roba e quindi manda la gente sui canali della Rai a parlarne. Come biasimarli? Il trailer però caratterizza il film come ottimo candidato a film italiano da deridere della settimana, e vi assicuro che la trama già di per sé incredibile - un ex atleta fallito col figlio con la vocazione vuole formare la squadra olimpica del Vaticano, e stiamo parlando di un film che credo si sia preso 200 mila euro di fondi ministeriali - non gli rende giustizia. Guardatelo e decidete. Ora scusate devo andare a farmi frate perché è troppo una figata.

Chronicle è già uscito mercoledì 9 maggio e nel frattempo l'ho già visto e ne ho già scritto dall'altra parte. Tagliamo corto dove si può, che la settimana è pesa: a me il film di Josh Trank sceneggiato da Max Landis, film di adolescenti con i superpoteri, è piaciuto davvero molto, anche (ma non solo) perché prende uno stratagemma abusato come il found footage e lo trasforma ribaltandolo dall'interno. Doppiato perde probabilmente un po' di senso, ma è il film che vi consiglio di vedere prima di tutti gli altri.

Dark Shadows è il nuovo film di Tim Burton. A cui probabilmente avrei dato un pensatore, perché vabbè l'affetto, ma Alice fa ancora un male cane. Per fortuna ho già visto anche questo e ne ho già scritto di là, quindi potete leggere quel post e io posso permettermi di schierarmi senza menarla troppo. E mi schiero dalla sua parte: è un film pasticciato ma molto divertente, visivamente è una goduria assoluta e poi c'è una Eva Green che vi sognerete la notte. La critica anglosassone lo sta stroncando, tra i cinefili italiani si è sollevato un muro, a molti è piaciuto, a voi no, io non ho più un cazzo da aggiungere.

Disoccupato in affitto è un piccolo documentario diretto da tal Luca Merloni il cui tema è abbastanza evidente dal titolo: il protagonista gira alcune città italiane interrogando la gente per strada sul tema dell'occupazione. A giudicare dal trailer non sono sicuro che il grande schermo sia il modo migliore per mostrare un film di questo tipo; vorrei sospendere il giudizio per simpatia (dopotutto è un documentario a bassissimo costo che non attinge alle mammelle del Ministero, almeno credo) ma non penso che possa funzionare, tutto qui. Realizzare una locandina decente li avrebbe messi sotto una luce migliore? Curiosità per gli appassionati di musichine: la colonna sonora è di The Niro.

Isole è l'altro film italiano di cui si parla un pochetto perché c'è Asia Argento. Il film è diretto da Stefano Chiantini, che qualche anno fa aveva fatto un film con la Mezzogiorno sceneggiato da Papaleo che nessuno ha visto. Di questo sappiamo che è ambientato alle isole Tremiti, che c'è dentro Asia Argento e che, come il trailer ci fa giustamente capire, QUELLA RAGASSA È UN PERICOLO. Direi che è abbastanza per candidare anche lui a film italiano da deridere della settimana senza girarci troppo attorno.

Il richiamo è il quarto film italiano della settimana e già non ce la facciamo più. Mettiamoci un po' di attenzione, perché merita: il film con Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi è diretto dal regista di Tartarughe sul dorso (che non era male, per quel poco che ricordo), è ambientato in Patagonia, e a quanto ci riferiscono amici che hanno preso un proiettile per tutti noi vedendolo in anteprima, dovrebbe essere abbastanza terribile e soprattutto - wait for it - recitato in un'altra lingua e doppiato. Che teneri. Qui ovviamente, lo dico per chi ci capitasse per caso, come sapete in fondo non si parla del film, ma di come il film si presenta - e si presenta con questo trailer che batte ogni record di sguardo intenso verso un punto imprecisato, ma anche ogni record di sguardo basito e ogni record di sorriso consapevole della poesia della vita. "Come si fa ad arrivare in un posto così?" "Scappando da qualcosa". Terzo candidato a film italiano da deridere della settimana, pochi cazzi.

Sister è il titolo italiano (e internazionale, per la precisione) di L'Enfant d'en haut, film svizzero diretto da Ursula Meier, quella di Home, che purtroppo non ho visto. Vincitore dell'Orso d'Argento all'ultimo Festival di Berlino, mica della medaglia del bocciodromo di Galliate, il film della Meier racconta del rapporto tra due sorelle tra un ragazzino e la sua sbandata sorellona in una stazione sciistica, e quando arrivano dei film così non faccio che benedire il giorno in cui mi sono inventato l'icona del pensatore.

Special Forces - Liberate l'ostaggio è un film che a leggere il titolo e a guardare la locandina da venti metri potrebbe sembrare un action movie con Samuel L. Jackson e invece è un film francese con Raz Degan. Opera prima di tal Stéphane Rybojad, il film racconta di una squadra di cazzuti soldati francesi in missione in Afghanistan, come a dire: che poi non si dica che i nostri film sono tutti uguali. Non è che puoi mettere il pensatore a tutti i film francesi. Finalmente un film francese a cui dare una bella pecora nera. Ça va sans dire, la critica locale sembra confermare proprio la mia impressione. Se voglio vedere Diane Kruger posso sempre riguardare Bastardi senza gloria per la decima volta.

Tutti i nostri desideri è un altro film francese, diretto da Philippe Lioret (già regista di Welcome), interpretato da Vincent Lindon, tratto da un romanzo di Emmanuel Carrère. Più francese di così, non si può. Il film racconta di due magistrati che decidono di sfidare un istituto di credito che sfrutta la poveragente e forse finiscono anche per darsi dei baci con la lingua. Che altro devo dire? La stampa francese sembra mediamente soddisfatta, io mi allontano fischiettando.

Workers - Pronti a tutto è finalmente l'ultimo film della settimana, ma purtroppo è anche una commedia italiana, perché effettivamente se ne sentiva la mancanza. Non si fanno abbastanza commedie in Italia! Il tema del film è il precariato, e infatti c'è Alessandro Tiberi. Non si fanno abbastanza commedie sul precariato in Italia! C'è anche Pannofino, come più o meno in tutti i film o fiction italiane degli ultimi due anni. C'è persino Nicole Grimaudo! Ci sono due ex Cavalli Marci! C'è Nino Frassica che fa il mafioso simpatico e buffo! Devo ammettere che "Italo, fammi capire, tu masturbi tori?" mi ha fatto sorridere, il resto del trailer mi ha gettato nello sconforto. Magari meritava più fiducia, ma visto l'andazzo questa settimana ho optato per un bel gregge corvino, suona più democratico.

Nota a margine: dovrebbe essere uscito da qualche parte Napoli 24, film collettivo presentato a Torino due anni fa che racconta la città attraverso segmenti di circa tre minuti l'uno.

Ultima segnalazione, quella di Ulidi Piccola Mia, un film di Mateo Zoni che sta seguendo una distribuzione diversa dal solito, in questo post trovate luoghi e date delle proiezioni.

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Adesso tocca a voi: VOTATE il film italiano da deridere della settimana.

E ora qualcosa di completamente diverso. Settimana scorsa ho tenuto un piccolo workshop alla IULM intitolato "scrivere di cinema sul web". Dopo aver discusso di cose mediamente più serie, il terzo giorno ho messo alla prova i valorosi studenti con quello che facciamo qui ogni settimana da oltre 6 anni: dopo aver visto alcuni trailer, hanno dovuto produrre in pochi minuti un "pregiudizio". Ecco alcune delle cose che hanno scritto su "100 metri dal paradiso".

Evidentemente il film è ambientato in una Roma di un universo parallelo dove la figa è completamente estinta visto che un marcantonio centometrista decide di farsi prete. Poi compare un prete che prima cerca di tranquillizzare il padre del marcantonio e subito dopo fa vedere una app di strip-tease ad altri preti. Così, dal nulla. Manco Mauro Repetto nei video degli 883 era così fuori luogo e senza senso. Naturalmente viene costituita la nazionale clericale del corridori e non credo ci sia bisogno di vedere il film per capire come andrà a finire il tutto. Vincerà il marcantonio, ovviamente con l'aiuto di Dio e di tutti gli apostoli, e il papà goloso di successo sarà bello che contento. Una menzione particolare alla battuta finale del trailer, che vede il prete ciccione (quello dell'app sconcia) lottare contro una divisa da corridore chiaramente-troppo-stretta-per-lui sotto gli occhi di una signorina: "Ma non ti è un po' attillata?" "Ma ho preso l'extralarge!". Uccidetemi. (Michele P.)

Se nel cinema dove arrestarono Lee Harvey Oswald avessero proiettato questo film, probabilmente, si sarebbe costituito senza neanche entrare. Già dal trailer il film di Verzillo promette di essere l'ennesima cagata in stile "E' nata una star?" o film dei Muccino a scelta dalla filmografia di entrambi i fratelli. Il trailer, dal canto suo, conferma tutte le ipotesi già fatte sul titolo. La storia: l'olimpionico che vuol farsi frate incontra un prete che vuol fare il massmediologo. Risultato: la squadra olimpica del Vaticano formata raccattando missionari "pompati" in giro per il mondo. Se nonostante tutto andrete anche a vederlo, poi non parlate di soldi buttati via, etc etc. Cazzo vi aspettavate? (Francesco P.)

Sarebbe stato meno imbarazzante vedere terence hill (ci siamo abituati) e bud spencer vestiti da suore ballare come tony manero, e forse sarebbe stato anche possibile, vista la predilezione che la rai coproduttrice ha per la tonaca. Invece ci tocca sentire di una squadra olimpica del vaticano, ché se gesù cristo fosse ancora in vita avrebbe colto quest'occasione per crocifiggersi. Conoscete il detto 'vedi napoli e poi muori'? Ecco, possiamo risparmiarci la visione. (Paolo O.)

100 metri dal paradiso narra le “divertenti” avventure della prima squadra olimpica del vaticano. Probabilmente frutto di un piano segreto per far passare una legge che vieti l’ironia sulla Chiesa o, peggio, la solita strategia di comunicazione suicida per svecchiare il Vaticano, questa puttanata non sta né in cielo né in terra. Non resta che deridere l’indescrivibile trailer fotogramma per fotogramma per i prossimi 1000 anni. Il film che potrebbe aver scritto uno che tiene un workshop sulla comicita’ allo iulm. (Edoardo F.)