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Nei cinema dal 14 febbraio 2013

Blue Valentine è un film diretto da Derek Cianfrance, il cui nome mi ricorda sempre il Pippo Chennedy Show, e chi vuol capire capisce. Un caso di distribuzione totalmente folle: questo film è stato infatti presentato al Sundance nel 2010 e, diciamo così, se uno vuole vedere un film trova il modo in tre mesi, figuriamoci in tre anni. La differenza è che adesso Ryan Gosling è qualcuno, ma la verità è che si sono accorti di avere in saccoccia un film con “Valentine” nel titolo e, ta-da, lo fanno uscire il 14 febbraio. Senza mettersi, che so, a vedere che si tratta, proprio a livello sentimentale, di uno dei film più deprimenti di tutti i tempi. Parlo per sentito dire: stranamente non ho mai recuperato il film, che giace nell’indeterminato limbo dei “lo guardo il prossimo weekend perché dai, è troppo deprimente”. Comunque pare che sia bellissimo, quindi bomba. Ve l’ho detto che c’è Michelle Williams? Ve l’ho detto che c’è Ryan Gosling?

Die Hard – Un buon giorno per morire è il quinto capitolo della saga di Die Hard, una serie che è una tale garanzia da aver fatto azzeccare un film a Len Wiseman, magari riesce pure a venire bene un film di John Moore – quello di Max Payne, per capirci, una robaccia che non avevo manco finito. Va bene, nel quarto film c’era Mary Elizabeth Winstead, qui invece c’è un pezzo di manzo random di cui non ricordo bene il nome, ma fa lo stesso: a McLane non si dice di no. Aspettatevi però una grossa delusione: il pomodorometro sta sotto il livello di guardia, ma di parecchio.

La mia mamma suona il rock è il ritorno alla regia dopo una decina d’anni di Massimo Ceccherini, uno che nel decennio scorso, al di là del sodalizio con Pieraccioni, faceva delle cose interessanti o comunque era apprezzato per il potenziale anarchico della sua commedia (il suo La brutta copia è diventato un cult invisibile, pare fosse figo ma non è mai arrivato in sala per colpa dei casini di Cecchi Gori) e che ora invece tira fuori un film con Paci, Enzo Salvi, Valeria Marini, Cristina Del Basso e soprattutto con Manuela Aureli (…), un film che peraltro si intitola veramente così. Non voglio nemmeno indagare oltre.

Noi siamo infinito è il titolo italiano di The perks of being a wallflower, che va bene, forse era improponibile in italiano, ma il titolo italiano del libro era Ragazzo da parete e secondo me ci stava. Che questa frase “Noi siamo infinito” sia presente o meno nel libro/film mi importa tanto così, perché fa schifissimo, period. Il film è scritto e diretto dallo stesso autore del libro best seller, Stephen Chbosky: non sempre è una buona notizia (e comunque accade di rado) ma in questo caso ha strappato consensi a destra e a manca. Personalmente non mi convince del tutto, dà l’impressione di essere un tantinello stucchevole, ma per Emma Watson sono disposto a rivedere le mie più ciniche posizioni. Sbagliando! Ovviamente questo film è uscito un botto di tempo fa negli Usa, l’avete già visto, a cosa servo? A niente!

Il Principe Abusivo è il film con cui esordisce alla regia Alessandro Siani, perché in effetti la sua carriera d’attore, perlatro in alcuni dei più grassi grossi successi del cinema italiano degli ultimi, che so, 200 anni, non era abbastanza, per l’arricchimento della nostra società tutta. Io passo oltre volentieri, ma fate voi, se volete uscire dal vostro balcone e urlare contro Dio e contro il Destino, beh, non sarò certo io a fermarvi.

Promised Land è il nuovo film di Gus Van Sant. Ogni volta che arriva un film di GSV tutti si chiedono: sarà il GSV tutto sperimentale, quello che cita Bela Tarr e su cui sbaviamo noi giovani amanti dei long take e delle riflessioni metafisiche sulla gioventù e sulla morte? Oppure sarà il GSV più hollywoodiano, quello che poi va a vincere un botto di premi? Le due categorie non tirano dentro tutta la sua filmografia, in realtà, ma siamo più dalla seconda parte, con la differenza che qui si sente più l’improntona di Matt Damon, che interpreta, produce e dirige con uno spirito tutto impegnato che ricorda, piuttosto, l’indole di Clooney e Heslov. Che noia, direte voi! E infatti! Io a GSV voglio molto bene, ma questo film mi insospettisce da un pezzo, e l’accoglienza freddissima in patria è una conferma. Il fatto che in Italia cerchino di lanciarlo come un film MALEDETTO mi fa molto sorridere, ma comunque.

Quattro notti di uno straniero è un film che, vi giuro, non so cosa sia, ma tanto è uscito tipo in una sala e quindi. Comunque, è una produzione franco-italiana diretta da tal Fabrizio Ferraro e il trailer è occupato per più di metà del tempo da un tizio che balla a schiena nuda alla finestra, e per la seconda metà da due persone tristi che camminano in silenzio. Bela Tarr! Boh. Ah, ma è in bianco e nero, quindi ARTE. Ok.

Vietato morire è un film sulla tossicodipendenza che si intitola proprio così ed esiste, e voi miei cari non potete farci un bel niente di niente. In realtà è un documentario, è italiano (ma quello l’avevate intuito), è diretto da un regista dal nome fighissimo, e nella scheda del film che ho trovato sotto “genere” c’è scritto “sociale”. Genere sociale. C’è anche un trailer ma è lungo lungo e non sono arrivato alla fine perché sono un pasticcione. Passiamo oltre.

Viva la libertà è il quarto film italiano della settimana e, a naso, il migliore. Ciò non vuol dire! Ah! Tutto è relativo! Perché adesso, non è che c’è Toni Servillo e allora in automatico tutti ok figata. Andiamoci pianino! L’idea del film non è male, un politico in crisi sparisce e il suo staff per salvare la baracca mette al suo posto il fratello gemello che però è uno un po’ pazzo e un po’ sognatore e diventa un politico popolarissimo, e vedi, già a raccontarla mi è scesa tutta. Uff.

kekkoz

19 Comments

  1. kekkoz io ti voglio bene, davvero, però ceccherini cose interessanti no dai. a meno che non intendessi nella vita privata. 😀 io ho visto Lucignolo, che è il suo primo film, ed è una roba da corte marziale (e c’era paci pure lì), poi mi è capitato di vedere 5 minuti di quello americano ed era pure peggio…

  2. Anche Blue Valentine è uscito in una sala, a Roma.

  3. Il vero film maledetto (almeno da me, ma valgo per tre) è quello con siani.

  4. Ma “Viva la libertà” mi sembra tanto simile a “Dave, presidente per un giorno” con Kevin Kline, o sbaglio? Non mi insultate amo il cinema ma NON SO TUTTO DEL CINEMA, ok? Ho una vita io. ;-P

  5. purtroppo DIE HARD 5 è davvero brutto (ho recuperato i 4 precedenti poco prima di vederlo): praticamente senza trama, con un bruce willis stanco e poco in forma. un vero peccato…

  6. momento della vergogna: io quello di siani lo vedrei. ma perchè siani mi fa lo stesso effetto di hugh jackman (…)
    detto ciò, blue valentine uscito il 14 febbraio è uguale a una martellata sui gioielli di famiglia dei distributori, ma contenti loro, contenti tutti ( preparate i fazzoletti)

  7. Ho visto Promised Land e non è niente di che. Damon è totalmente fuori parte e per un attore come lui la spiegazione è che fosse troppo concentrato sugli altri ruoli “dirigenziali” dell’operazione. Fra l’altro non vedo perché la lobby dei petrolieri dovrebbe osteggiare un film che praticamente dice che il buon vecchio petrolio è ancora la nostra sola via energetica. Boh

    Mi vedrei Viva la libertà però ne ho anche piene le palle di Servillo. Grande attore ok, ma da Le conseguenza dell’amore quanti film ha fatto 100? 200? Boh.

    Onestamente mi vedrei Blue Valentine, ma ovviamente a Palermo non lo proiettano. Amen

  8. pepito, che vuol dire che “hai recuperato gli altri 4 poco prima di vederlo”?
    fammi capire, ti ci è voluto il 5 per recuperare il primo Die Hard? Che è tipo il miglior film di tutta la storia del mondo?

  9. eh, lo so… ma purtroppo i vari die hard rientravano ancora tra le mie PESANTI LACUNE (you’d be surprised). il primo è ottimo, vero, però secondo me se la gioca parimerito col terzo!

  10. Prima di vedere The perks of being a wallflower avrei detto che meritava la bomba. Dopo averlo visto confermo. C’ha un 85% al pomodorometro per inciso.

  11. se ti interessa tra l’altro ho letto che La brutta copia è andato in onda su sky il mese scorso

  12. ok mi segno the perks e ovviamente blue valentine che è evidente richiamo al miglior album di tom waits (del 1978). un album da stare male dalla bellissima tristezza che effonde (amori malati che vanno a male, papponi, baldracche, vita di strada e alcool).
    solo un pazzo ignorante poteva farlo uscire in occasione di quella roba da mezzi uomini che è san valentino.

  13. Perks è un po’ frignone ma è parecchio bello… e penso che se lo avessi visto da ragazzino me ne sarei letteralmente innamorato.

  14. Blue Valentine e’ una bomba (quasi) atomica. E loro non sono dei pazzi a farlo uscire a S. Valentino. Semplicemente sono degli imbecilli e dei miserabili.

  15. Ma sono io che sovrinterpreto o nel trailer del film con Servillo c’è una citazione dal CAVALIERE OSCURO?

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