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Nei cinema dal 31 gennaio 2013

The Impossible è un film con Naomi Watts e Ewan McGregor, ma è spagnolo. È infatti diretto da Juan Antonio Bayona, protegee di Guillermo Del Toro che in passato aveva fatto il fighissimo The Orphanage. Insomma, uno ganzo a cui vogliamo bene a prescindere, e che secondo gran parte della critica anglofona ha centrato il colpo pure stavolta. Qui siamo lontani dall’horror ma ugualmente è possibile farsela addosso dalla paura: il film racconta infatti una storia (vera, dice) ambientata durante lo tsunami in Thailandia nel 2004, come già Hereafter prima di lui. Anche in questo caso si tratta di un pretesto bello e buono, là era per parlare dell’aldilà eccetera, qui della famiglia eccetera, visto che i protagonisti vengono “separati” dalle onde e passano il resto del film a cercarsi straziando i poveri spettatori con un’ansia devastante. Una reazione possibile è che il film è brutto e cattivo perché spettacolarizza una tragedia reale: cercatela da qualche altra parte. La mia reazione è più tipo, dai, The Impossibile, fammi piangere finché non sento gli occhi che mi si staccano dal cranio.

The Last Stand – L’ultima sfida è, per tutti, il ritorno da protagonista di Arnold Schwarzenegger dopo un tot di anni passati a fare un’altra cosa che non mi ricordo bene ma ce l’ho sulla punta della lingua. Per altri, è anche il primo film merigano di Kim Ji-Woon, uno dei più interessanti registi coreani degli ultimi anni, capace di passare da un genere all’altro con una scioltezza invidiabile, uno che prima ti gira una divertente goliardata leoniana e poi, nel film successivo, ti mette la testa in una morsa e te la prende a martellate per un paio d’ore. Qui probabilmente sarà al servizio della star, ma è già una ragione in più per dare credito al film, che è stato accolto così così ma che probabilmente soddisferà in pieno quel pugno di trenta-quarantenni nostalgici che non vedono l’ora. PRESENTE!

Looper – In fuga dal passato è diretto da Rian Johnson, quel bravo guaglione che diresse il bellissimo Brick e il divertente The Brothers Bloom, con Joseph Gordon-Levitt che fa Bruce Willis da giovane e via dicendo. È inutile che perdiamo tempo: ovviamente, essendo uscito trecento anni fa negli Stati Uniti ed essendo già disponibile in dvd in mezzo mondo da quando ero alto così, lo abbiamo già visto tutti anche più di una volta, quindi non vedo perché dovremmo dilungarci: in ogni caso, ne ho già scritto dall’altra parte. La mia opinione è, in sintesi, FIGATA. Se avete intenzione di lasciare un commento lunghissimo elencando tutte le cose che secondo voi non funzionano nella sceneggiatura, fate pure, ma sappiate che non lo leggerò perché 1. l’ha già fatto qualcuno prima di voi 2. ho una vita.

Les Misérables è il film tratto da uno dei musical più popolari di sempre, nato in Francia all’inizio degli Anni 80 e poi diventato un punto fermo di West End e Broadway. Per dirigere questo film così atteso e ingombrante è stato chiamato Tom Hooper, regista di Il discorso del re con il quale ho un conto aperto, anche solo perché di tutte le cose che non mi vanno giù in Il discorso del re, quella che mi va meno giù è proprio la regia. Ma passiamo oltre. Chiaramente la preselezione è già attiva: non vi piacciono i musical? State a casa. Giuro che se incontro qualcuno che dice “ho visto Les Mis pagando, ma che noia, cantano sempre” lo schianto di sberle. Certo che cantano sempre. È un musical, perdiana. Se vi piacciono i musical, invece, è facile che andiate a vederlo per sentire le canzoni. La cosa più figa, in tal senso, è che i pezzi sono stati registrati in presa diretta, una pratica fatta poche volte (e che, a quanto pare, cozza contro il fatto che come interprete Russel Crowe è una campana a morto) ma che, per quanto mi riguarda, è in assoluto il valore aggiunto di un film che, per il resto, mi puzza un po’ di fregatura. Però ecco, volevo dire due parole, e queste due parole sono: Amanda Seyfried. Ecco.

Questi erano i film usciti oggi per benino. Poi ci sarebbero 3 film italiani dati in uscita, la cui presenza effettiva nelle sale è una verifica che si scontra con la mia pigrizia. Sarebbero questi.

Aspromonte è un film prodotto a Calabriawood il cui protagonista è uno dei più malefici comici di Zelig, Franco Neri, quello che urlava Franco Oh Franco – e ancora lo fa, in alcuni specifici incubi che faccio periodicamente, oh periodicamente. A giudicare dal trailer non si tratta di un film comico ma di una specie di road movie semiserio con tutta una serie di riflessioni e cartoline sulla calabrietà, che potrebbe situarsi dalle parti del film italiano da deridere della settimana, ma in realtà non è nemmeno buffo, solo meh. Ciao Italia è un documentario lungo meno di un’ora che racconta le storie di alcuni italiani che si sono trasferiti a Berlino; dal trailer non mi sembra la mia fetta di torta, nemmeno nel suo genere, ma non ci trovo nulla di male e il tema fuga-dei-cervelli è senza dubbio interessante, soprattutto visto quelli che restano e si ostinano a fare cinema. Cose cattive, infine, è un horror italiano, categoria che negli anni scorsi ci ha dato un monte di soddisfazioni: purtroppo il trailer è un po’ scarno di spunti per il lol, insomma, brutto è brutto, ma non siamo proprio in zona In The Market. Ma uffi.

kekkoz

20 Comments

  1. Ho visto Les Miserables a teatro tipo quattro volte, e credo che anche le orecchie più becere non potranno lamentarsi delle musiche. Niente “I miss you Johanna” questa volta, ma dei bei “One day more” ad aspettarvi

  2. Ora, c’è da dire che ho solo un auricolare funzionante su due nelle cuffie dell’iphone, ma magari Aspromonte non è neanche brutto. Voglio dire, io non me ne intendo di fotografia ma quello che vedo non è male.

    Poi boh.

  3. GATTO, OH GATTO.
    Se vai a vederlo davvero, giuro che ti ripago il biglietto.

  4. Io les miserabiles l’ho già visto e devo dire che mi è piaciuto molto, quindi tornerò a vederlo, devo dire che Russel Crowe non è uno dei migliori cantanti, ma dopo tutto se l’è cavata.

    Però potrebbe dipendere tutto dal fatto che ho letto il libro tre volte dal tanto che mi è piaciuto…

    volevo andare anche a vedere Looper, ma mi sono vista il finale, quindi devo aspettare almeno di dimenticarmelo un pochino…

  5. È che non ho idea di dove lo proiettino 😀 Forse solo a Lamezia Terme.

  6. boia, per una settimana li ho già visti tutti a parte quello che veramente mi interessa (zio Arnie) perché, ehm, sono un giurato dell’academy e mi hanno invitato alle anteprime.

    a parte tutto

    les miserables non mi è piaciuto perché cantano tutto il tempo. no, dico sul serio, i m
    musical mi piacciono ma qui sono 2 ore 2 di primi piani a gente famosa che canta. no coreografie, no dinamismo: faccioni canterini. e neanche tutti bravi.

    the impossible non mi è piaciuto. piangerone come se non ci fosse un domani, ma puzza di film verità per canale 5. non nella confezione stracurata, né nella prima parte, quella dell’arrivo dell’onda, che fa veramente accapponare la pelle. E’ il dopo dove svacca parecchio ed è tutto un profluvio di colonna sonora archeggiona invasiva, abbraccioni, bambini ecc.

    Looper sì ok, consigliato ma figata boh, forse non l’ho capito. o forse non subisco il fascino dei viaggi nel tempo.

  7. francohfranco dovrebbe essere uscito, son passata davanti la tv mentre striscia gli faceva la marchetta (“promozione cultural-cinematografica”, la chiamano, a me fa un po’ tono da cinegiornale istituto luce). boh, non m’attira niente, da un paio di settimane anche più. les miserables l’aspetto sui piccoli schermi, di sto passo torno al cinema per il grande gatsby e bon.

  8. Forse sono un po’ OT, ma avendo visto solo “il buono, il matto e il cattivo” di Kim Ji-Woon, che altro mi consigli?

  9. Tutto. Per cominciare ti direi “Two Sisters” e “Bittersweet Life”.

  10. Grazie! E comunque sta settimana Schwarzie per forza! 😉 Anche perché Looper è fuori da una vita nel mondo civilizzato!

  11. ma chi se ne frega di del Gordon’s Gin o di quello straccia-pelotas di The Impossible (sorry, Naomi), c’è ERNIE. ERNIE IS BACK e che diamine… ma di cosa stiamo qui a parlare, mentre pettiniamo bambole?

    ah, curioso che l’unica campana a morto in Les Mis sia proprio Russel, l’unico della compa che ha un suo gruppo musicale da tipo, sempre :) questi low-unders

  12. @babaz: In realtà, essendo nato nel 1947, a questo punto invece di “Arnie” il soprannome “Ernie” (da leggere all’italiana) mi pare più che azzeccato.

  13. quando abbiamo visto il trailer di the last sand abbiamo commentato che arnold assomiglia sempre di più al suo fraterno amico franco columbo

    (come si fa a mettere un’immagine nei commenti? si puole?)

  14. Sure thing. Sotto, dove c’è scritto “You can add images to your comment” :-)

  15. ommadonna, ciao, sono la rincoglionita che non fa scorrere la pagina fino in fondo.

    comunque:

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