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Nei cinema dal 20 dicembre 2012

Benvenuti nell’ultimo episodio di Friday Prejudice con cui si conclude il settimo (!) anno dei pregiudizi. Settimana prossima, infatti, esce un solo film, quindi lo accorpo così posso stravaccarmi senza menate a digerire fino a Capodanno. Salto di settimana! Tranquilli, se tutto va bene ci si ribecca qui il 3 gennaio 2013, quando finalmente cominceranno a uscire in Italia i film del 2012.

I 2 soliti idioti è il sequel del film tratto dallo sketch show di Mtv che un anno fa aveva tirato su più di 10 milioni di euro, e quindi naturalmente anche loro sono stati “promossi” in zona panettone. La solfa è sempre quella, ci sono tot maschere ma gran parte del film è sul vecchio arrogante che tratta male il figlio e dice le parolacce e tutti giù a ridere. L’ho detto a suo tempo e lo ribadisco più brevemente possibile: I soliti idioti mi ha fatto ridere tipo cinque minuti la prima volta che l’ho visto, da allora sono passati anni ed è sempre uguale; personalmente li trovo ributtanti e anche piuttosto deprimenti, così come il tipo di comicità e il format ripetitivo e sfinente che portano avanti, motivo per cui non mi convince affatto nemmeno il discorso sulla “rottura”. Dovessero costringermi, signora mia, piuttosto Greg & Lillo.

Ernest & Celestine è un film animato francese ispirato alle tavole dell’illustratrice belga Gabrielle Vincent, scomparsa da una dozzina d’anni. Lo so, che avete l’impressione che non ve ne possa fregare di meno, ma fatemi dire: avete visto Panico al villaggio? Ecco, questo film è diretto dagli stessi registi. E che ne dite, vi piace Daniel Pennac? Ecco, ha scritto lui la sceneggiatura di questo film. E vi fidate della critica francese? Ecco, loro per esempio l’hanno adorato. Io avrei finito.

Love Is all You Need è il nuovo film della regista danese Suzanne Bier, una che anni fa faceva dei film danesi duri durissimi e che ora fa dei terribili film tutti smarmellati con Pierce Brosnan sulla costiera amalfitana. Pace, tanto non vedevo nemmeno i primi! HA HA! La cosa più repellente del film, almeno nella sua versione italiana (vedasi trailer), è che nonostante lui sia inglese e la co-protagonista Trine Dyrholm sia danese, così come i loro personaggi, tutti parlino in questa cazzo di dizione. Comunque, se vi può consolare, non è che dal trailer originale in danese il film sembri meno orripilante, anche se forse con il suo titolo vero (che è La parrucchiera calva, ve lo giuro) mi avrebbe fatto meno antipatia. Sarà quella sensazione di italia mandolino ma che bei panorami napule pizza but please visit italy we will welcome you warmly but with a better organaiséscion? Forse non ho ancora superato il trauma di To Rome With Love.

Ralph Spaccatutto è il film di quest’anno del Canone Disney, il 52°. Da quando John Lasseter ha preso in mano la baracca, suona decisamente meglio. La sensazione strana che ho avuto per un attimo, mesi fa, è che la Disney e la Pixar si fossero scambiati i ruoli: Brave sembrava più un “classico Disney” e Ralph aveva proprio l’aspetto di un’operazione pixariana. La verità è molto più fluida, ma sono buone notizie: personalmente sto sbavando da mesi sul trailer di questo film. Sono gasatissimo, punto.

La Regola del Silenzio è il nuovo film di Robert Redford, il cui titolo originale è The Company You Keep, ma dopotutto La regola del sospetto si intitolava The recruit, quindi. Dicevamo? Nono film diretto dal rugosissimo attore millenario, era alla Mostra di Venezia (anche se nessuno se n’è accorto) ed è ovviamente un thriller politico tutto bello impegnato. Boh, il film negli Stati Uniti esce ad aprile e quindi non so nemmeno come sarà accolto, ma la verità è che non so che farmene. La noia.

Vita di Pi è l’ultimo film di Ang Lee tratto da un famoso libro di Yann Martel in cui un ragazzino indiano naufragato deve condividere una scialuppa con una tigre. “UNA… TIGRE?”. Il primo che coglie la citazione vince un cinque altissimo. Il film è girato in 3D e quando Ang Lee ha annunciato di voler fare questa cosa tutti l’hanno guardato storto e gli hanno detto, ehi, Ang, non è come quella volta che ci hai detto che Hulk era perfetto per farci sopra una roba tipo Shakespeare? Poi il film è uscito e i pregiudizi, come si può vedere, se ne sono andati a ramengo. Insomma, siete sicuri sicuri che quella vostra lista dei film dell’anno che stringete nel pugno da settimane sia davvero finita?

Nei cinema dal 28 dicembre 2012

La bottega dei suicidi è un altro film animato francese, meno pucci e decisamente più “nero”, diretto da un nome ben più altisonante, Patrice Leconte. Al quale il belpaese però ha fatto uno scherzetto: il film, ambientato – come il titolo suggerisce – in una bottega che aiuta la gente a suicidarsi, è stato scambiato da qualche pirla per un’istigazione al suicidio. E si è beccato un divieto ai minori di 18 anni. Beh, clap clap. Perché noi italiani abbiamo una consapevolezza precisa di quello che è educativo e di quello che no, gesù, non vorremmo mai portar via spettatori adolescenti ai Soliti idioti, per carità.

Ciao, buon anno, fate i bravi.

kekkoz

18 Comments

  1. beh? i commenti? io comunque devo ancora vedere lo hobbit, quindi…

  2. Fun fact: ho tradotto io in italiano il romanzo – omonimo – da cui The Company You Keep è tratto e che pure lui dovrebbe uscire oggi. Era scritto particolarmente male (e fidatevi, in vent’anni di professione di robaccia ne ho vista), ma l’unica cosa davvero interessante era la struttura su tre diversi piani temporali intrecciati, 1970/1996/2006. Da ciò che si capisce dal trailer, puntualmente questa unica cosa buona è stata eliminata per trasformare il tutto in un The Fugitive con ex sessantottini mmeregani al posto del buon medico. In ogni caso mi ha già fatto incazzare abbastanza il romanzo, figuriamoci se vado a vedere il film.

  3. Minchia escono finalmente dei film che vorrei vedere al cinema e sono bloccato a casa fra febbre e lavoro.
    Sui soliti idioti non so che dire il trailer del primo film mi faceva ridere ma poi lo andarono a vedere dei miei amici e ne parlarono come di pura merda e allora lasciai stare.

    L’altro giorno ho visto il trailer del secondo e manco mi ha fatto ridere e i miei amici non credo che lo andranno a vedere.

    Buon Natale e grazie

  4. Ma “Love Is all You Need” non è quel film che si vanta di avere “Sarà perché ti amo” nella colonna sonora?

  5. Ernest & Celestine in quante sale esce?
    Buon anno, grande kekkosità.
    Buon anno kekkoverso.

  6. nel mentre, pare che la censura vm18 de La Bottega dei Suicidi sia durata meno di 24 ore. Un record, probabilmente. Oppure qualcuno dalle parti della censura italiana ha avuto un rinsavimento, uno scatto di orgoglio, un … risveglio dal torpore millenario in cui sussitono e s’è detto “ma cosa, siamo rincoglioniti del tutto?”.

    Era veramente un affronto all’intelligenza, sì anche a quella degli italiani :p

  7. Ok. Ritiro tutto. La colonna “previously on…” mi ha già chiarito le idee.

  8. Comunicazione di servizio. Il divieto ai minori di 18 anni per il film di Patrice Leconte, “La bottega dei giovani suicidi”, è stato tolto. ;-)
    Auguri Kekkoz.
    Rob.

  9. mi manca ancora hobbit.
    solidi idioti li vedrò, gli sketch mi piacciono sono gli italiani che non vorremmo vedere ma più veri del vero. insomma, noi.
    ho visto ralph spaccatutto, molto bello.
    ho visto la bicletta verde, molto bello.
    ho visto tutti gli ultimi film di susane bier e vi posso dire che sono tutti belli.
    anzi sono quasi capolavori: brodre (non desiderare la donna d’altri), dopo il matrimonio e Hævnen (in un mondo migliore). vedeteli se amate come me i dilemmi morali irrisolti (nella cultura del nord protestante) e gli attori coi controcazzi. thomas jensen e mikkelsen ma non solo. e guardatevi anche il sospetto. insomma amo il cinema danese, si era capito?

  10. La bottega dei suicidi è brutto in modo quasi imbarazzante, purtroppo. Occasione persa, in malo modo.

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