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Nei cinema dal 14 settembre 2012

Che cosa aspettarsi quando si aspetta è una commedia corale con dentro un sacco di gente che non sto nemmeno a nominare, tratta da un libro di una trentina d’anni fa che non è un romanzo ma un vero e proprio manuale sulla gravidanza. Avete letto bene, mie giovani marmotte. Siamo arrivati a questo. Adesso però voglio un thriller culinario tratto dal Cucchiaio d’Argento. SCHERZO. Unico spunto di interesse per quanto mi riguarda è il fatto che il film sia sceneggiato a metà da Shauna Cross, ovvero Maggie Mayhem, ovvero l’autrice di Whip It. Per il resto arriva una decisa puzza di spazzatura organica dimenticata sotto il lavandino nel weekend, e l’accoglienza in patria – indovinate un po’?, ha fatto schifo a tutti, ma dai – è solo una conferma, non serviva, ma grazie lo stesso.

È stato il figlio è il primo film diretto in solitaria da Daniele Ciprì, che per anni per noi è stato la metà di Ciprì e Maresco, coppia di registi tra i più geniali, corrosivi, provocatori e visionari del cinema italiano. Non avete mai visto Totò che visse due volte? Via, a studiare. Ma Ciprì è stato a lungo anche un ottimo direttore della fotografia, nei film di Roberta Torre, fino a quando l’incredibile lavoro svolto per Vincere di Bellocchio ha rivelato al mondo la sua bravura. La regia era quasi un passo obbligato, ma non sarò certo io a lamentarmene. Detto questo: il film era in Concorso a Venezia, dove è stato accolto bene e ha vinto pure qualche roba (la Robiola Tecnica e mezzo Mastroianni), anche se alla fine della fiera quasi nessuno se ne ricordava, erano tutti presi a lamentarsi del film della Comencini senza distinguerla dalla sorella. Io me ne ricordavo! E infatti gli do la bomba perché gliela do e basta.

Gli equilibristi è un altro film presentato a Venezia, stavolta in Orizzonti. Una specie di commedia drammatica (o viceversa) su un tizio che scopre che se divorzi e non hai troppi soldi sono cazzi amari. Quindi un altro film sulla “crisi” che si espande come un’epidemia attraversando tanto il sociale quanto i sentimenti? È un tema che il cinema italiano ha adottato come un gattino smarrito tutto bagnato e triste e precario e in crisi. Dalla Mostra ne ho letto poco e a dire il vero ne ho letto maluccio, il trailer è giustamente deprimente ma non sembra dire granché di nuovo né fare alcuno sforzo, come se il tema bastasse a tenerlo in piedi; va anche detto però che a me Mastandrea alla fine non dispiace quasi mai. Meno male che c’è il pensatore così posso smetterla di prendere decisioni su un film così.

Pietà è l’ultimo film di Kim Ki-duk ed è il vincitore del Leone d’Oro alla Mostra di Venezia. Oh, sentite che suono, questa frase. Me ne riempio la bocca, anche se noi fan di vecchia data di Kim avremmo voluto scriverla otto anni fa, quando pendevamo dalle sue labbra, quando era il nostro beniamino, il nostro regista prefe, il nostro amichetto del cuore. Negli ultimi anni non le avrà azzeccate tutte, ma Kim Ki-duk rimane uno dei registi più importanti della mia vita e io sono contento per lui come se avessi vinto io, anche perché quasi tutte le persone ragionevoli che ho letto dalla Mostra ne hanno parlato come di un ritorno alla sua forma migliore, e tutte le altre possono pure andare al bar dei vecchi rincoglioniti sotto casa a dire che i film coreani sono noiosi. Fate pure. Intanto abbiamo vinto noi. Puppa.

Prometheus è il film di Ridley Scott co-sceneggiato da Damon Lindelof che è nato secoli fa come un prequel di Alien e che forse non è diventato propriamente un prequel di Alien quanto un film ambientato nello stesso universo, con le stesse regole e via dicendo, o qualcosa del genere. Non sottilizziamo, dai, chi se ne frega. Il film doveva essere la dimostrazione da parte di Ridley di non essersi definitivamente bollito il cervello e noi ci abbiamo creduto dal primo giorno: un ritorno alle origini era quello che ci voleva, i trailer stupefacenti e l’incredibile cast ci hanno fatto sbavare per mesi e mesi, alle anteprime merigane alcuni hanno storto il naso ma in molti sono rimasti convinti, eravamo pronti a gasarci come bambini, poi è arrivato un simpatico stronzo con i mocassini e un cappello a visiera con scritto “vuoto a rendere” che ha deciso che no, che in Italia dovevamo aspettare tre mesi e mezzo perché siamo il paesino della cacca molla e dobbiamo essere puniti, puniti, PUNITI. Se pensate che le mie siano illazioni fondate sul nulla, guardate le date d’uscita e guardate dov’è l’Italia e poi ditemi se uno può avere ancora voglia di sbattersi a ripetere che figata non vedo l’ora wow. Te la fanno passare, te la.

kekkoz

23 Comments

  1. Forse ti interesserà sapere che… sono andata su Wikipedia a leggere la scheda su Totò che visse due volte. Ero convinta fosse un remake comico con Totò de La donna che visse due volte.
    E’venerdì, siamo tutti stanchi. Grazie kekkoz.

  2. Io vidi Totò che visse due volte tanti anni fa…solo che con me c’erano anche persone che pensavano si trattasse dell’altro Totò…non ti dico gli insulti iniziali e l’abbandono del film dopo 20 minuti ;-)…io restai e mi piacque, anche se sono più affezionato al Ritorno di Cagliostro.
    Per quanto riguarda Prometheus, son d’accordo con te e aggiungo che questa decisione scellerata comporta che molti il film lo possiedano già, via emulazione, in lingua originale.
    Babbei.

  3. Tatti Sanguinetti a ‘Venezia 2012’ su RaiMovie: ‘ Il film è qui perchè il regista è il direttore della fotografia del film di Bellocchio’

  4. Aaaaaah…Kim!
    devo solo trovare qualcuno da convincere a venirlo a vedere…
    Prometheus, lo so che non dovrei avere preconcetti, però ammetto che per la ca**o di attesa alla fine mi sono letto centinaia di forum e recensioni con spoiler e tutto, e pare sia quasi universalmente una cavolatina…
    Ok, tanto lo vado a vedere lo stesso.

  5. Jane, con l’unica differenza che se fai showgazing qui ti perid l’unica cosa (pare) buona dello spettacolo…

  6. Com’è il 3D di Prometheus? Ha un senso o è la solita vaccata per spremere più a fondo i portafogli?

  7. …appena rientrato a casa dopo la aver visto la pù grande occasione sprecata della storia del cinema. fare un film cosi di merda con quel fassbender, quella rapace e quel soggetto (e non cito il budget) è un autogol mai visto. tutto pazzescamente all’altezza fuorchè regia e sceneggiatura.

  8. il film in italia è uscito in settembre perchè,probabilmente,vedere una cagata del genere con 35 gradi di caldo ti abbiocchi dopo 10 minuti…

  9. e poi,perchè Guy Pierce ridotto a fare un vecchio rincoglionito con quel trucco osceno?qualcuno conosce il motivo?

  10. la bombetta per Prometheus si giustifica solo come “pregiudizio” aka “attesa” (nel nostro caso, insostenibile). Ma dopo al visione di ieri sera la bombetta la vorrei mettere sotto casa del Ridley, perchè questo film è una serie di occasioni sprecate che mi sono rimasti pochi capelli a forza di strapparmeli in sala…
    che tu sia maledetto Ridley!

  11. Ragazzi, vi ringrazio tutti, tra voi e i 400 calci mi avete convinto ad evitare il Prometheus e aspettare il passaggio televisivo (chè tanto, dopo mesi e mesi di attesa, un paio di anni in più non fanno la differenza). Ripiegherei volentieri su Pietà, ma non mi sembra che la distribuzione italiana stia andando molto incontro al vincitore del Leone d’Oro… che dite, poteva andare peggio e uscire tra 6 mesi?

  12. Si è definitivamente bollito il cervello… cioè, magari non del tutto: il film visivamente è molto bello e alcune scene superbamente realizzate, ma insomma, far un film con una sceneggiatura così sconclusionata, anche nei dettagli (forse Lindelof crede che tutti siano come i fan di Lost, disposti a bersi qualsiasi cavolata) no, per carità. Ci vuole decenza

  13. Beh, io sono un fan di Lost quindi probabilmente ci andrò a nozze 😀

  14. Visto Prometheus e come molti dico che è ben girato, ha delle belle idee, ha degli ottimi attori, ma la sceneggiatura è tremenda. Fino a metà film promette bene, poi mi è sembrato che non sapessero più dove andare a parare e hanno buttato là le prime cose che gli sono venute in mente. Lo sviluppo dei personaggi poi urla pietà.
    La bomba però ci sta tutta perché l’hype a mille c’era eccome!

  15. Visto Prometheus… è… come dire… imbarazzante. Sono diventato rosso IO guardandolo.
    Poi ho letto la rece dei 400 calci. Sottoscrivo, dove si firma?

  16. Lei gli pianta una storia infinita perché a) la tradì volte una con una collega e b) si scambiarono messaggini imbarazzanti che lei lesse perché i fatti suoi, mai. Lui accetta che va bene, ci si separa, ma ”non credevo che sarebbe capitato a noi”.
    La figlia di entrambi, stile “delfino goloso” ma con un teschiettino penzolante dall’orecchio, fa la bassista petulante. Il figliuoletto ha l’apparecchio, e ”quanto costa ‘sto dentista?” ”Tanto.” ”Ah.” Una sera lui torna, becca lei che scende da un’auto e le fa una parte nemmeno l’avesse trovata a far che.
    Quindi lei aveva ragione a sfracellarlo? Non è dato sapere.
    Sia come sia, siccome la crisi e La Crisi (o viceversa) inizia una discesa agli inferi della società (bella questa, mai sentita) così dipinta:
    gli albanesi fanno a bottigliate e (si) spaccano teste;
    i neri mangiano con poco e sorridono;
    vi sono slavi bravi ma pochi – uno;
    i preti sono gli unici che aiutano i poooooveri;
    le pensioni sono sordide, le loro proprietarie infide, le scale luride, le stanze squallide, i colleghi tristi e inutili, le maestre stronze,
    La parte più pimpante del film è la recita di Natale del piccino.
    Una prece per Gli equilibristi, film itaiano da reprimere della settimana (il trailer raccoglie le uniche scene in effetti minimamente attraenti di un’ora e passa di scassamento d’ogni cosa scassabile).

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