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Nei cinema dal 31 agosto 2012

Babycall è un film diretto da Pål Sletaune, un tizio norvegese che qualche anno fa diresse un filmetto molto divertente e soprattutto girato da dio, intitolato Naboer. L’ho visto solo io? Il fatto che esca un film Veramente Norvegese nelle nostre sale mi fa sempre piacere, la spinta stavolta viene dalla presenza di Noomi Rapace e dalla partecipazione allo scorso Festival di Roma, ovviamente essendo un horror su una madre che sente delle urla nel monitor della Chicco diciamo che ha preselezionato il suo pubblico, ma ne ho sempre letto benissimo e le vibrazioni sono ottime.

El campo è un film argentino pieno di cognomi buffi: il regista si chiama Belón! I due attori protagonisti si chiamano Fonzi e Sbaraglia! Tutto vero. Prendo tempo, scusate. Il film a giudicare dai trailer è assai meno buffo, è un dramma famigliare scaturito dal trasloco di una coppia in campagna perché si sa che quando porti le donne in campagna le donne ci strippano, in campagna. Se vi state chiedendo perché questo film sostanzialmente anonimo (anche se sembra fatto bene, chi di voi andrebbe mai a vederlo? Sinceramente.) abbia trovato spazio in sala, la risposta: il Luce che lo distribuisce ha partecipato alla produzione per qualche motivo. Ah ok.

Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno è l’unico di cui vi frega qualcosa di questa settimana e non ho intenzione di spiegarvi cos’è, tanto lo sapete benissimo. In verità il film ha fatto la sua comparsina nei cinema il 21 – con mille anni di ritardo su tutto il resto del mondo per sopraggiunta idiozia del sistema distributivo italiano – per poi ritornare in pianta stabile a partire da mercoledì 29, giusto per incasinare la vita agli stronzi che tengono un blog sulle uscite settimanali al cinema. Ovviamente come il 95% dei lettori di questo blog l’ho già visto ma non ho avuto ancora il tempo e la voglia di scriverne diffusamente dall’altra parte, né ho voglia di farlo qui e ora perché sennò poi mi tocca ripetermi e già non è che io strabocchi di cose da dire. Sintetizziamo con qualche domanda secca. È bello? Sì, dai, è molto bello. È bello quanto speravo? No. È bello quanto poteva essere? No. Va tutto per il verso giusto? No. Però è bello lo stesso, no? Sì. È più figa Marion Cotillard? No, è più figa Anne Hathaway. È doppiato malissimo? Timi.

Eva è un film spagnolo che tengo d’occhio da qualche tempo e che compare nelle sale a tradimento un anno dopo la sua presentazione Fuori Concorso a Venezia. Opera prima di tal Kike Maíllo, il film è un’operina di fantascienza ambientata nel 2041 il cui protagonista (che tra l’altro è Daniel Brühl di Good Bye Lenin e Bastardi senza gloria) è un giovane ingegnere incaricato di costruire un robot bambino con un’anima, o qualcosa del genere perché poi ho smesso di leggere. A me sembra una figata. Chiamatelo pure il “film in cui non sento ragioni” della settimana, ma mi intrippa moltissimo vedere registi europei alle prese con robe che noi mangiaspaghetti non toccheremmo nemmeno con le presine d’acciaio.

La Faida è un film diretto da Joshua Marston, quello che nel 2004 esordì con Maria Full of Grace. Ve lo ricordate? Era la 17enne colombiana incinta di un bambino e di un centinaio di ovuli di eroina. La cosa più curiosa era che un film così fosse diretto da uno venuto su nel liceo di Brandon Walsh, circa (la sua carriera come giornalista di guerra va più verso Andrea Zuckerman), e con il suo secondo film si fa subito riconoscere: il film è infatti girato in Albania e recitato in albanese e racconta di due fratelli albanesi che fanno cose albanesi. Diciamolo: anche se i ganzi di Seconda Visione lo candideranno senza dubbio al premio come “film equo e solidale”, il trailer è un signor trailer e nonostante fino a 10 minuti fa io sapessi a malapena cosa fosse, adesso lo vorrei vedere fortissimo. Forse.

Monsieur Lazhar è un film canadese ambientato a Montréal ed era uno dei cinque film nominati all’Oscar come miglior film in lingua straniera, dove ha perso contro A Separation. Altro? Il protagonista è un algerino a rischio di espulsione che trova lavoro in una scuola come supplente dopo che una professoressa si è suicidata. Altro? Ha vinto sette Jutra Award, i premi del cinema del Quebec, e 6 Genie Awards. Altro? Era a Locarno l’anno scorso dove ha vinto il Piazza Grande Award. Altro? Personalmente ho un debole per i film ambientati nelle scuole, il trailer sembra gradevole, distribuisce Officine Ubu, direi che ci siamo.

Womb è un film che sarebbe dovuto uscire qualche settimana fa, infatti se vi ricordate bene ne abbiamo già parlato. Non è colpa mia se i distributori italiani annunciano i film e poi cambiano idea il giovedì sera quando tutti i femminili italiani avevano già mandato in stampa un pezzo sul tono “clonereste mai il vostro amore morto?”. Ma stavolta è uscito! In ben 4 sale! Piccolo riassunto: Eva Green ama Matt Smith, lui muore, lei lo clona, lo partorisce e poi vanno a vivere al mare. Non mi stancherò mai di raccontarlo.

Queste sono le vere uscite della settimana. E poi ci sono i film italiani. Che secondo CinemaItaliano dovrebbero essere tre, anche se non è dato sapere se siano usciti davvero e in quante sale e perché.

Il primo si intitola La Patente e nonostante mi capiti davanti da mesi tra le uscite dell’autunno poi alla fine è uscito solo in una sala di Roma, dove secondo gli organizzatori sta avendo un buon successo, mentre secondo la questura sono gli attori che vanno a rivedersi tutte le sere. Scherzo! Lo so che volete vedere il trailer, ma purtroppo non è niente di particolarmente fastidioso o derisibile, l’idea di una film sulle guide per la patente non sarebbe nemmeno così male ma il risultato mi pare davvero una roba da poco. E poi, mi ripeterò, ma: commedie italiane, ba-sta.

Il secondo è Il mistero di Laura di cui vi invito a guardare appena potete il trailer, dura poco ma darà un nuovo significato alla vostra giornata. Prima di tutto perché già dal terzo secondo rivela una presenza ben nota ai lettori dei pregiudizi, e perché ha i suoi bei momenti, in primis il dialogo “Conosci Laura? Ho visto una sua foto di là!” “MIASORELLAÈMMORTA” e più in generale diciamo che con questo film si apre davvero la stagione dei film italiani da deridere e ne siamo lieti.

Il terzo titolo sarebbe un film di un paio d’anni fa intitolato Amaro Amore ambientato a Salina che ha questa locandina, ma prima di fare salti di gioia devo avvertirvi che non c’è uno straccio di trailer in giro, quindi dovrete accontentarvi di questa intervista al regista che tra l’altro ha un nome favoloso. “Un film sulla libertà da mare!”. Ho finito.

kekkoz

25 Comments

  1. ahahah ma nel trailer de “IL MISTERO DI LAURA” la prima scritta che appare è STEFANO CALVAGNA PRESENTA.

    vince tutto!

  2. “non immaginavano che la loro vera vita STAVA solo iniziando” aaaahhhhhhhhhhhhh
    cazzo i congiuntivi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Non ho potuto fare a meno di notare il nome di Stefano Calvagna nel trailer de “Il mistero di Laura”: è quello che è stato gambizzato, ha accusato due persone ma è stato condannato di essersi fatto gambizzare apposta da un’altra persona per accusare quelle due e alla fine c’ha fatto un film. Comunque, il cinema quasi-sotto-casa-mia riapre oggi dopo le ferie, fanno “I giorni della vendemmia” e sono tentato di andarci: è grave dottore?

  4. Ve l’avevo detto che c’era un volto noto dei pregiudizi! LOL

    congiuntivite.png

  5. Mi sono accorto adesso che 1) Davide mi ha battuto sul tempo 2) nel mio commento ho stuprato la lingua italiana. Vado a camminare -anzi correre!- sui ceci.

  6. Niccolò, non conoscevo I giorni della vendemmia, ma ora che mi hai fatto vedere il trailer posso dirtelo in tutta serenità: sì, è grave 😉

  7. Eva e Babycall visti entrambi al Festival di Roma 2011; entrambi pessimi, due bombe sprecate :)

  8. grazie per la locandina di Amaro Amore. Davvero! Nutro speranze per il trailer

  9. I giorni della vendemmia è molto meglio del trailer e merita un supplemento d’indagine

    Marion Cotillard anche con un cesto di vimini in testa sarebbe più figa di Anne Hathaway.

    A parte Batman è ancora estate (Babycall e Eva in Emilia Romagna sono preda di Odeon e Rialto a Bologna.

  10. El Campo è il gran visir di tutti i Film Sensibilisti “volevo fare un corto ma c’ho pellicola da buttare”.

    Il Cavaliere Oscuro il Ritorno già visto in inglese, pensate che cazzo ho capito delle battute di Bane.

  11. Anne Hathaway in versione Catwoman, un po’ come Sara Tommasi vestita da suora…

  12. Anne spakka, pochi cazzi (double entendre…). Per me rimane la cosa migliore di quella roba che tentano di spacciarci per capolavoro ma no, anche grazie no.

    Cmq EVA GREEN!

  13. a proposito di film ambientati nelle scuole, giova ricordare che la classe (entre les mur, 2008) è un capolavoro

  14. Noooooooo… Timi noooooo…
    Andrò mercoledì. Il mio sogno é trovare il coraggio per fare una cosa. Alla prima battuta di Bale, alzarmi e gridare in sala: “Santamaria vaffanculo!!!”

  15. BAT-SPOILER: a 10 minuti dalla fine della proiezione, mi si è accesa la lampadina sulla fonte dell’essenza dell’intreccio di TDNR: Hulk Hogan! Sì dai, prima pestato fino allo stremo, poi si illumina, scute la testa, i tuoi colpi non mi fanno male, mano all’orecchio per sentire il pubblico e a quel punto non ce n’è più per nessuno. Bane, sei grosso ma prima di te aveva fallito già André The Giant. Il miglior film sul wrestling dopo The Wrestler, come film di supereroi e seguito di Dark Night invece proprio no.

  16. Naboer, da cui “la naboerata”, ossia la trombata a puntoni nel muso. Dice che c’è chi apprezza. Gran film e grandi tempi
    Bada

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