Friday Prejudice Pregiudizi sui film in uscita nelle sale italiane. Solo un gioco.

13gen/1233

Nei cinema dal 13 gennaio 2012

La chiave di Sara è il titolo italiano di Elle s'appelait Sarah, film francese diretto da Gilles Paquet-Brenner e uscito in patria nel lontano ottobre 2010. Nonostante il titolo sembri quello di un film degli anni '70 con le tette nude, non potremmo essere più distanti: è infatti incentrato su un celebre rastrellamento operato dalla polizia nella Francia occupata nel 1942 e racconta, in parallelo, di una giornalista che si ritrova a indagare su quel fatto storico nel presente. Lei è Kristin Scott Thomas, il film è probabilmente di una pesantezza micidiale, ma non serve che ve lo dica io - e non è detto che sia un difetto.

L'era legale è un film italiano diretto da Enrico Caria, regista una dozzina di anni fa di un film intitolato Blek Giek che cercò di lanciare Lillo e Greg al cinema fallendo miseramente, ma passiamo oltre. Questo film è decisamente diverso: è un mockumentary su un immaginario sindaco di Napoli capace di ripulire la città dai rifiuti e dalla corruzione. Il trailer è interessante, ma ciò non significa che sia bello, anzi: visto così sembra una cosa paratelevisiva tra amici, potrei anche sbagliarmi, ma mi sono già annoiato.

L'incredibile storia di Winter il delfino è il ridondante titolo italiano di Dolphin Tale, e racconta della storia incredibile (ma vera! perché allora non scriverlo nel titolo? L'incredibile ma vera storia di Winter il delfino era troppo lungo?) di un delfino chiamato Winter e della sua protesi. Per quelli che si eccitano con certe cose: la protesi è per la coda. Ve lo dico subito, se il poster non fosse abbastanza chiaro: qui si parla di un delfino che perde la coda ma poi gliela riattaccano così potrà ancora nuotare felice. CHE INCREDIBILE STORIA. Dirige Charles Martin Smith, uno che a vent'anni era nel cast di American Graffiti, a trent'anni dirigeva Morte a 33 giri, e adesso è finito a fare un cazzo di film per famiglie su un delfino monco con Ashley Judd. La vita è una puttana.

L'industriale è un film diretto da Giuliano Montaldo, celebratissimo regista i cui film importanti risalgono approssimativamente a quarant'anni fa, e non a caso è citata più spesso la sua piccola parte ne Il Caimano che la regia di Sacco e Vanzetti. Vabbè: questo è un film con Favino e la Crescentini su un industriale bla bla e la moglie bla bla e gli operai bla. Dal trailer si evicono almeno tre cose: primo, Favino parla con un accento piemontese posticcio; secondo, la fotografia è tutta desaturata; terzo, almeno un capezzolo di Carolina Crescentini. Il film è stato presentato a Roma ma non ricordo quali reazioni abbia suscitato; se non me le ricordo, ci sarà una ragione.

Non avere paura del buio è l'ennesimo horror prodotto da Guillermo Del Toro, questa volta diretto dall'esordiente Troy Nixey. Il film è il remake di un film per la tv degli anni settanta che non credo nessuno di voi abbia visto, e nonostante la protagonista sia Katie Holmes, che è quasi una garanzia, il film non è stato preso a pesci in faccia - è stato accolto freddamente ma quasi mai veramente disprezzato: il massimo che può fare è darvi due o tre spaventi, ma non credo che chiediate altro.

Shame è il film che andate tutti a vedere questo weekend e di cui tutti parlate da mesi, ininterrottamente: vuoi perché è il vostro film prefe dell'anno, vuoi perché Carey Mulligan che brava e canta pure, vuoi per il pippo di Michael Fassbender, ma più per quest'ultimo. Se volete qualche motivo che non riguardi Fassbender nudo, il cazzo di Fassbender o Fassbender nudo con il cazzo (scusate ma una volta che ce n'è per tutti io faccio incetta) sappiate che il film è diretto da Steve McQueen, già regista dell'incredibile Hunger, che vi consiglio di recuperare tipo IERI, e che questo è un dei film più attesi e, più con certezza che con probabilità, più fighi della stagione.

Succhiami è il titolo italiano di Breaking Wind, finissimo gioco di parole tra Breaking Dawn e il termine inglese per "fare le puzze", il che la dice lunga sull'intera operazione. Adesso fatevi una domanda: secondo voi è un sequel di Mordimi, uno degli ultimi terribili film di quei due stronzi di Friedberg e Seltzer? Anch'io lo pensavo. E invece no: scorrendo i credit di questa ennesima, dispensabile e irricevibile parodia di Twilight - roba talmente infernale da arrivare a farti provare persino dei passeggeri moti di simpatia per la saga originale - scopro che i personaggi sono interpretati da attori diversi e che il regista-sceneggiatore di questa puttanata non ha nulla a che fare con la puttanata precedente, e scopro anche che c'è un attore accreditato come "Willy Wonka / Edward Scissorhands", CRISTO IMPALATEMI ADESSO.

La talpa è il titolo italiano di Tinker Taylor Soldier Spy, un film tratto da un libro di John Le Carré e diretto niente meno che da Tomas Alfredson, il regista svedese di un film qui amatissimo, Let The Right One In. Sembra che nonostante la prematura fuga, il nostro se la cavi piuttosto bene: il film è piaciuto praticamente a tutti (fanno eccezione quelli che non hanno capito cosa diavolo succede nel film: portatevi il blocco degli appunti), ha uno dei cast più spaventosi degli ultimi tempi, e ha persino tirato su i suoi bei quattrini. Insomma, se c'è un film di questa settimana su cui posso garantire - beh, quello sarebbe Shame, ma anche questo, dai.

Commenti (33) Trackback (0)
  1. L’industriale: mezza merda italica.
    La talpa: noia mortale dopo 5 minuti.
    Shame: ottima regia, se so’ dimenticati la storia.

  2. “cercò di lanciare Lillo e Greg al cinema fallendo miseramente”

    Come possono nascere certe idee?

  3. e io che speravo succhiami fosse il titolo italiano di suck, quello sì davvero divertente

  4. La Talpa era pure il titolo in italiano del romanzo di Le Carre’ che in originale si intitolava, appunto, Tinker Taylor Soldier Spy, quindi per una volta i titolisti italiani hanno solo copiato un errore fatto da altri … ma solo per stavolta !!! ;)

  5. La talpa è, dal punto di vista commerciale, il titolo più adatto visto il titolo del romanzo da cui è tratto (nonché oggetto della storia – c’è una talpa tra noi). Inoltre, in questo caso mi sembra difficile attaccare la distribuzione italiana (che, ricordiamo deve riportare i soldi a casa, come tutti coloro che di mestiere lavorano nell’industria culturale, ricordiamolo). Trovo arduo immaginare una folla accalcarsi al cinema per vedere un film intitolato “Stagnino, sarto, soldato, spia”.
    Detto questo, il film è assai ben fatto e, come ha ricordato il regista è uno di quei film che lui guardava da piccolo con suo padre che gli diceva “Se vuoi rimanere, ora ti siedi, stai attento e segui la storia”. Se si va al cinema con questo stato d’animo si avrà occasione di accedere a un tipo di film che si fa raramente oramai (specie negli USA).
    Shame, visto nella rassegna veneziana, è uno dei titoli più importanti del 2012, ça va sans dire. Da vedere e rivedere.

  6. Il cazzo di Fassbender si vedeva fugacemente a più riprese anche in Hunger (film maestoso tra l’altro). E questa era l’incredibile storia del cazzo di Fassbender. La Talpa è una meravigliosa lezione di cinema sotto ogni punto di vista, che andrebbe assolutamente goduta, of course, in lingua originale, con quel vezzoso accento british.

  7. ma quindi carolina crescentini non è laura chiatti?

    la talpa e shame da vedere punto

  8. mi faccio odiare se dico che di tinker taylor soldier spy non sentivo assolutamente la necessità e che se dovevo essere messo a conoscenza della nevrosi sessuale di un uomo mi rileggevo philip roth invece di guardarmi shame?

  9. Non aver paura del buio è da pecora nera visto che non ho trovato una sola recensione positiva dagli appassionati di horror.
    Oltretutto sono stati capaci di trovare l’unica bambina al mondo che non sà recitare.

  10. L’era legale parla di un sindaco di Napoli capace di ripulire la città dai rifiuti e dalla corruzione.
    Immagino quindi ci saranno anche i draghi volanti, gli elfi del bosco e babbo Natale.

  11. Solo un capezzolo?!?! Passo

  12. Ho fatto mente locale trenta secondi su “Shame”, mi sono ricordata in quale città e ambientato, ho capito che non potrò MAI vederlo in una sala cinematografica con un pubblico di persone mediamente funzionanti e inserite nella società. Perché adesso Fassbender per me è tutt’uno con 60s Spider-man.

  13. tumblr_lijtalVuit1qdqk39o1_500.jpg

    There, I said it.

  14. Shame sta a Roth come i cavoli a merenda primo perché non è un film ebraico, secondo perché non ha nulla delle ossessioni Rothiane del maschio ebreo per la donna goym, terzo perché non ha un briciolo di ironia. Se vogliamo essere cattivi, diciamo che i maschi hanno generalmente problemi coi film in cui un attore bono (e bravo) si mette a nudo. I biologi e i naturalisti la chiamano competizione spermatica.
    Il film di Alfredson è per spettatori over 35 amanti del cinema anni ’70.

  15. Riguardo a “La talpa”. Suvvia, buon senso. Il titolo del romanzo andava dato anche al film. Non si è trattato di un “errore” originale, però. I titoli dei romanzi a volte si inventano anche, quando la traduzione letterale non avrebbe la stessa efficacia, al punto di perdere di senso, di significato. “La talpa” è un ottimo titolo – efficace, funzionale e coerente con il contenuto, nonché con lo stesso sapore “gergale” – e chi lo ha dato al romanzo, a suo tempo, a mio parere ha fatto bene il suo lavoro.

  16. ahahah kekkoz mi fai morire

  17. a sto giro devo dire che concordo con Tito, e ovviamente anche con Dolly

    anche se io, personalmente, quando sento dire “Fassbender” penso “I’m a shaaark I’m a Shaaaark suck my diiick I’m a shaaark”

  18. appena visto shame. mattonata da svenarsi. però belle le tettine della mulligan, speravo nell’incesto invece il film fallisce anche in quello.

  19. grosso guaio a chinatown 4,10/5 secondo il mymonetro di mymovies….!!!!

  20. la frase della domenica è: “competizione spermatica”.

  21. le tettine della mulligan!?!?!?!?!?arrivo shaaaame!!quindi dove ha fallito gosling spunta michael..benebene..benissimo

  22. shame per me è un filmetto: il tema è banale, la trama si sviluppa in maniera più che prevedibile, sembra un’accozzaglia di luoghi comuni sulla sessualità in generale.
    sarà girato e recitato bene, ma come diceva alessio nei primi commenti si sono dimenticati la storia.

  23. F.N.C.I.C. è l’acronimo della settimana. Nonchè la frase da usare a sproposito in ogni conversazione. “Come stai?” “Fassbender.” “Dove vai?” “Nudo.” “A che ora ci vediamo?” “Con il cazzo.” Nel senso che l’ho visto davvero fare, mica per dire.

  24. Confermo, Shame piuttosto ben girato (a tratti virtuoso, a tratti manierato, a volte un po’ ossessivo su scene secondarie, senza sviluppo altre che avrebbero richiesto qualche approfondimento) ma senza una storia (al limite un pretesto) da tenere su un film intero. Un po’ più deludente del necessario, insomma.

  25. shame mi pare un film scarso con pretese da maudit intellectuel solo perchè parla di sesso. solo che nell’era del porno a 3 secondi di click per tutti coi ragazzini che scopano a 15 anni è fuori tempo massimo (rispetto al ’68). infatti gli spettatori sono sesantottini che non scopano più.

    la talpa è meglio. almeno ha stile e atmosfera. anche se un po’ di piglio ci stava.

  26. La talpa è bellissimo, ciao a tutti.

  27. shame mi è sembrato davvero imbarazzante, non per il sesso, di cui si parla tanto ma che si vede poco, ma per l’assenza di trama.
    non riuscivo a capacitarmi di come potesse durare così tanto un film che avrebbe potuto dare il meglio come cortometraggio.
    una sequenza-film: la camminata di fassbender dalla cameras al bagno con la segreteria in sottofondo.
    sarebbe stata sufficiente quella per inquadrare il personaggio, risparmiandoci ripetizione e noia

  28. Visto Shame ieri sera, il mio focus group di 8 persone è giunto alla conclusione unanime che si fosse trattato di un film evitabilissimo. Il sottoscritto a un certo punto non sapeva più se voleva uno spiegone finale (che facesse capire perché Fassbender fosse sempre nudo con il pistolone ai quattro venti, a proposito, da ieri mi sento un po’ meno uomo, neanche i film porno mi avevano mai fatto questo effetto) o se temere che tale spiegone ci fosse veramente (il che avrebbe reso ulteriormente scontata una trama neanche sufficiente per essere chiamata tale).
    Poi, vabbè, da come se ne leggeva in giro la curiosità effettivamente c’era, purtroppo è stata riposta per un film davvero mediocre.
    AP

  29. la talpa ha una grande regia, una fotografia fenomenale, e attori capaci.

    peccato la sceneggiatura sia un’assoluta boiata.

    piuttosto preferisco leggere il libro e capirci qualcosa, che vedere un personaggio parlare la seconda volta alla fine del film e scoprire che è la talpa

  30. C’è gente che ha bisogno di seguire la storiella…, altrimenti si sente a disagio (e non per il nudo eh!). Il succhiotto avrebbero dovuto darvi, altro che storiella.

  31. Shame piace alle donne ed imbarazza gli uomini, a parte i miei amici gay che l’hanno visto con me. Sì, direi che competizione spermatica è la frase della domenica. E la storia c’è eccome, basta non fermarsi al cazzo di Fassbender.
    La talpa, goduria per gli occhi, confusione per la mente….

  32. shame ha una TRAMA GROSSA COME UNA CASA. ma viene prima del film. …sono solo dei pulcini.

  33. C’è gente che valuta un film al singolare, e gradirebbe risposte al singolare (anche i pulcini ricercano l’autodeterminazione, a volte). Visto che gradite (uso il plurale anche io, va, noto che piace) risposte apodittiche, Shame non imbarazza gli uomini (non me, nel caso specifico) e non piace alle donne (alla mia ragazza, per esempio). La trama è la trama, la storia è altro. Per esempio altro da un’estetica che sembra ferma agli anni Ottanta, neanche fosse American Psycho. O a capi altrettanto se non più perturbati, pur avendo vite perbeniste. Per non dire del bisogno di infilarci un tentato suicidio, pur di trovare un culmine alla vicenda. Detto ciò, argomentare giova a una discussione più dello sprezzo dei pareri altrui.


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