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Nei cinema dal 16 dicembre 2011

Finalmente la felicità è il nuovo film di Leonardo Pieraccioni, per l’esattezza il decimo dei suoi film da regista, tre dei quali, ricordiamolo, restano saldi nella Top 20 dei maggiori incassi di sempre in Italia. Ma che futuro ha il comico toscano ora che i suoi numeri, un tempo impressionanti, sono stati ridicolizzati da quelli di Checco Zalone e Benvenuti al Sud? Una volta Pieraccioni poteva permettersi di andare con il pilota automatico, con i suoi terribili trailer sempre uguali con lui in una stanza vuota che dice “ciao amici, tra un po’ esce il mio filme, ci sono io, c’è una bella fia, ci si fa du risate” e piovevano miliardi. Ma adesso? C’è qualcuno che ancora lo sopporta? Dopo Io & Marilyn, DICO? Staremo a vedere: probabilmente funzionerà, anche perché la sconfortante trama fa leva sui molti poveretti che vanno al cinema per poterci ritrovare Maria De Filippi e sentirsi rassicurati, perché a quanto pare ormai sembra che la gente vada a vedere qualunque cazzo di commedia italiana gli sbatti davanti al grugno, e perché c’è lui e c’è la bella fia pure stavolta.

Il gatto con gli stivali è un film d’animazione della Dreamworks, spin-off della saga di Shrek: il protagonista è infatti il felino delle fiabe doppiato – anche in italiano, per bontà divina – da Antonio Banderas. Di fatto, il film è un prequel: si svolge prima degli accadimenti di Shrek 2, e l’idea di fare un film – non un direct-to-video, ma una produzione da 130 milioni – con il personaggio indiscutibilmente migliore di una saga terminata in modo decadente (gli ultimi due episodi sono stati accolti maluccio, io li ho saltati a piè pari) è ottima. Certo, una variazione sul western difficilmente farà un figurone dopo il felicissimo caso di Rango, ma la Dreamworks negli ultimi anni ha dimostrato di essere cresciuta (quantomeno, di saper fare anche dei bei film), e la critica ha risposto positivamente. Poi, ovvio, io non lo andrei a vedere nemmeno sotto tortura.

Le idi di Marzo è il nuovo film di George Clooney, il suo quarto lavoro da regista dopo il fulminante Confessioni di una mente pericolosa, l’acclamatissimo Good night and good luck e un film sommariamente dimenticabile che infatti ci siamo dimenticati. Qui Clooney torna a lavorare con lo sceneggiatore Grant Heslov, interpreta un candidato Democratico alla presidenza (Clooney himself), mette l’ubiquo Ryan Gosling nei panni di uno spin doctor senza scrupoli, e sembra essere tornato alla sua forma migliore, davanti e dietro la macchina da presa: presentato a Venezia e poi a Toronto, il film è piaciuto più o meno a tutti, con differenti gradi di entusiasmo – ma mi sento di escludere che gli sia venuto male. Se non vi bastasse il carisma dei due ci sono anche Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, se non vi bastasse tutto questo non so più cosa dirvi, oh, andate a vedere la fia di Pieraccioni o qualche cazzo di film europeo a caso e buon natale.

Sherlock Holmes – Gioco di ombre è il sequel del film diretto da Guy Ritchie un paio d’anni fa, riuscita e divertente variazione action-ritchiana più aderente al personaggio creato da Arthur Conan Doyle di quanto ve la sentiate di ammettere. Gli sceneggiatori cambiano come figurine, il resto non cambia: si raddoppia la presenza femminile (Noomi Rapace si aggiunge a Rachel McAdams), si insiste sul bromance tra Holmes e Watson, e – come promesso dal cliffhanger del primo film – si mette in campo Moriarty, per il cui ruolo non potevo immaginare miglior scelta di Jared Harris. Il dubbio che con questo film siano stati fatti molto meno sforzi intellettuali e che sia svaccato rispetto al precedente rimane forte (e confermato dalla freddezza da parte della critica), in più lo Sherlock televisivo di Steven Moffat ha alzato un bel po’ la barra condannando Ritchie e soci a un’inevitabile posizione di svantaggio. Ciò nonostante: Robert Downey Jr. Ecco.

Vacanze di Natale a Cortina è il cosiddetto cinepanettone di quest’anno, diretto da Neri Parenti con il solito Christian De Sica post-scisma e una serie di caratteristi intercambiabili. Come ogni anno preferirei passare oltre: sapete già di cosa si tratta, sapete cosa rappresenta, avete già la vostra opinione, e – tranne qualche eccezione professionale – credo e mi auguro che nessuno di voi andrà a vederlo. Vi lascio con la lettura obbligatoria di questo periodo: lo speciale (tuttora in corso) degli amici di Seconda Visione dedicato alla storia del cinepanettone, da Vacanze di Natale a oggi.

kekkoz

17 Comments

  1. ringrazio l’influenza che mi permette di ottenere questo meritato primato. senza non avrei mai potuto farcela.

  2. Con attori meno carismatici non so a quanto successo avrebbe potuto aspirare Le idi di marzo, perché la storia è leggerissimamente banale. “Compitino” è la parola magica.

  3. lascio un commento per il piacere di farlo. Ciao Kekkoz, ti leggo tutto.

  4. Sul film di Neri Parenti sei troppo buono a sprecare parole di commento, io avrei scritto semplicemente:
    Vacanze di Natale a Cortina => merda pura

  5. Posso dire una cosa? Ho visto ieri Sherlock: è il mostruoso esempio di cosa significhi fare un sequel, segue decisamente il filo del primo, lo riprende integrandolo, ogni aspetto del film viene innovato e il risultato è eccezionale. Appassiona e diverte molto più del primo, i dialoghi sono la ciliegina sulla torta e più o meno ce ne viene offerta una al minuto..di torte…forse c’è una leggera insistenza nel riproporre i rallenti delle lotte premeditate di Holmes ma ci si accorge presto che sono funzionali allo sviluppo dei personaggi e di una trama che vuole stupirci anche senza ribaltare tutto quanto(come accadeva in parte nel primo film con la delegittimazione progressiva del genio di Rockwood, in realtà un ciarlatano con qualche asso nella manica, e non sempre la sua), ma trasmettendoci messaggi forse non facili da scovare ma capaci di emozionare e di rendere credibile la maggiore difficoltà di un Holmes sempre più geniale e sempre più fisico nell’uscire vincente dal gioco di ombre. Il cast spicca, sono tutti davvero bravissimi e mi viene da pensare che Guy Ritchie abbia diretto un’orchestra, e alla perfezione. Qualche mancanza c’è, ma forse più nello spettatore che nel film, infatti per seguire la vicenda intricata bisogna prestare massima attenzione ai velocissimi flashback narrati da Holmes in cui delucida chiunque intorno a sè sugli sviluppi del gioco, un gioco che è soltanto suo e di moriarty e che sembra voglia rimanerlo..io ho ammirato la sceneggiatura, davvero brillante e perfetta per ogni situazione…ok dai l’ho visto ieri sera e nei sogni ho sguazzato nel 1891 ma mi fiderei di quel che ti dico,fatelo pure voi e donate euro alla causa

  6. ciao. ieri mentre vedevo le idi di sguardling a marzo mi è venuto in mente il terzo film di clooney che infatti anche io mi ero scordato. era quello con renee occhiafessura zelvegher. anni 50, football. Leatherheads mi pare in inglese italiano non ricordo, ma sicuro c’era la parola “amore”. non mi va di cercare… ecco, ho detto quello che volevo dire.
    lollo: secondo me basterebbe: Vacanze di Natale a Cortina.

  7. Mah, le idi di marzo, che delusione. La regia fa un po’ acqua, la sceneggiatura è drammaticamente semplice e con un cast del genere mi aspettavo un lavoro di produzione migliore. Tremendi gli spiegoni in dialoghi assurdi che servono solo ad un pubblico disattento.
    La tizia che dovrebbe essere una ventenne è del tutto fuori ruolo, dovevano darle la parte per forza?

  8. invece per me le idi di marzo è un filmone coi controcazzi dove gosling fa da mattatore relegando in un cantuccio gli altri grandi nomi del cast e clooney si conferma un solido regista che non fa acqua manco a pregarlo

  9. Ehm, mi sono fatto leggermente distrarre da questioni natalizie (e dal classificone), oggi i pregiudizi arriveranno un po’ in ritardo. Però arrivano, dai, credo.

  10. Kekkoz, quindi sherlock non ti piacque? ne sono eccessivamente affascinato?

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