Nei cinema dal 28 ottobre 2011

Le avventure di Tintin: il segreto dell'unicorno è il nuovo film di Steven Spielberg, che come il suo amichetto Robert Zemeckis si è messo a fare i film di animazione in performance capture, adattando il celebre personaggio creato da Hergé. Ma niente paura, qui si fa sul serio: il film gode infatti non solo della regia di Spielberg (che non le avrà azzeccate tutte di recente, ma è comunque un gigante del cinema) ma anche della produzione di Peter Jackson e della sceneggiatura di tre meravigliosi signori inglesi - Steven Moffat, Edgar Wright e Joe Cornish, roba che se li nomini tutti insieme devi farti come minimo il segno della croce. E a questo punto chi se ne frega se Tintin vi sta sul cazzo, sta sul cazzo pure a me, ma se volete ve lo ripeto: Spielberg, Jackson, Wright, Moffat, PUPPATEMELO. Le prime reazioni dal Festival di Roma dicono che è una figata, e come potrei mai pensare il contrario?

Falene è il primo film italiano della settimana ed è, per toglierci il problema, il film italiano da deridere della settimana. Ci ho messo un po' a ricordarmi chi fosse questo Andrés Arce Maldonado, anche se non è certo un nome che si dimentica. Ma certo, è quello di BASTARDI, un incredibile film con Don Johnson e Eva Henger uscito qualche anno fa e il cui trailer vi ripropongo. Mi ringrazierete per una settimana. Rivisto? Ecco. Il trailer di Falene, che a quanto pare è pure terminato da un paio d'anni, non è certo a questi livelli assolutamente sublimi, e me ne dispiaccio, ma a Maldonado non si guarda in bocca (e chiedo scusa per questa cazzata, è uscita da sola), e comunque è quasi altrettanto inspiegabile e assurdo, con l'alternanza tra due tizi che parlano non si sa di cosa davanti a un muro fotografati malissimo (tipo come se io adesso mi mettessi la giacca e andassi giù di sotto e riprendessi due tizi con un iPhone) e un montaggio di immagini a caso su sfondi grafici bruttissimi e Paolo Sassanelli che fa le facce, e che si conclude con una silhouette che massacra qualcuno a legnate e una voce che urla LOONTAANOO, almeno credo. Bah. Mi è persino più difficile del solito descrivervelo a parole: guardate e poi ne riparliamo.

Faust è il nuovo film del regista Aleksandr Sokurov, vincitore del Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Sebbene non ne abbia ancora scritto dall'altra parte, ho già avuto l'occasione di vederlo (è uscito in una manciata di sale già dal 26 settembre, ma nessuno se n'è accorto dato che la mia era semivuota) e quindi per ora mi limito a dirvi: andate a vederlo. E non vi spaventate per l'argomento, la durata (sono solo 130 minuti, su) o la provenienza. Certo, non sto dicendo che sia una passeggiata, perché non lo è, ma al di là della sua complessità è anche un film ipnotico, visivamente stupefacente, qualcosa di completamente diverso a ciò a cui siete abituati. Se affrontato con lo spirito giusto, uno dei film più belli di quest'anno.

Insidious è un horror diretto da James Wan, quello del primo Saw. Stranamente è l'unico horror in uscita per sfruttare Halloween, e poteva andare peggio: un paio di bravi protagonisti (Patrick Wilson e Rose Byrne) e il fatto che il film è costato un'inezia guadagnando uno sfacelo (ma senza buttarla sul giriamolo male apposta) sono elementi che ce lo rendono simpatico. Dalla sua, la critica non ha storto del tutto il naso: a quanto si legge in giro il film non tiene botta per tutta la sua durata ma è divertente e fa paura - che poi è quello che gli si richiede, né più né meno.

Johnny English la rinascita è il sequel di una parodia di James Bond uscita nel 2003, quella che cercò inutilmente di spacciare Natalie Imbruglia per una potenziale star della commedia. Bei tempi quelli. Il protagonista è sempre Rowan Atkinson, che nella tv britannica ha fatto cose gigantesche tipo Blackadder messe in ombra dalla celebrità di Mr Bean, ma se anche fosse leggermente meglio del brutto precedente, il modello era già vecchio otto anni fa, figuriamoci adesso - senza contare che il regista stavolta è quel delinquente di Oliver Parker, che detesto dai tempi di Othello, e lui di tutta risposta ha fatto St. Trinian's.

L'amore all'improvviso è il titolo italiano di Larry Crowne, un film con Tom Hanks e Julia Roberts, catapultato qui direttamente dal 1993, di cui non è mai fottuto a nessuno (e indicativamente maltrattato dalla critica), figuriamoci con quella locandina. Comunque siete veramente delle macchiette, dai: va bene infilare l'amore a cazzo nei titoli, ormai ci siamo abituati, ma quest'amore dev'essere proprio all'improvviso? Non aveva altro da fare, questo cazzo di amore? Anche perché all'improvviso, l'amore, ci era già arrivato quando avete tradotto di merda il titolo di The Time Traveler's Wife. Cos'è, le locuzioni sono finite e si ricomincia tutto da capo?

Missione di pace è un film italiano diretto dall'esordiente Francesco Lagi, ed è stato il film di chiusura di Controcampo Italiano a Venezia. Ero pronto a disinteressarmi, quando un paio di commenti positivi mi hanno spinto a informarmi un po' - e così ho scoperto che il film è stato visto da pochi al Festival, ma che è stato accolto piuttosto bene, e soprattutto ho visto il trailer, che non è certo una garanzia assoluta ma è davvero curioso. You had me at "Filippo Timi nel ruolo di Che Guevara".

La peggior settimana della mia vita è un film italiano diretto da Alessandro Genovesi, già sceneggiatore di Happy Family di Salvatores, qui alla sua prima regia. Mi rendo conto che probabilmente la pecora è troppo cattiva, ma di fatto questo film, pur essendo il remake di una serie britannica di qualche anno fa, è una sorta di versione italiana "non ufficiale" (ma abbastanza palese, a sentire chiunque l'abbia visto) di un film che non sopporto, ovvero Ti presento i miei, ma con Fabio De Luigi al posto di Ben Stiller, con Antonio Catania al posto di De Niro, e con Alessandro Siani, beh, con Alessandro Siani. Stiamo pagando tutti il conto di quel cazzo di Benvenuti al Sud, spero che ve ne rendiate conto. E avete una bella faccia ad andare in giro a dire che "finalmente anche in Italia si fa la cringe comedy", fate i Fockers con la Capotondi e ancora stiamo qui a discuterne?

Quando la notte è il nuovo film di Cristina Comencini, film di cui probabilmente vi ricordate perché a Venezia è stato fischiato dalla stampa e la regista si è leggermente alterata dicendo che i giornalisti non capiscono una fava - un copione visto cento volte e che non sorprende più nessuno, ma che fa sempre notizia. Tutto ciò non fa partire il pregiudizio con il migliore degli auspici, ma mettiamola così: non ne aveva nemmeno bisogno per beccarsi una pecora. You had me at "Filippo Timi nel ruolo della sprezzante guida montana Manfred".

W Zappatore è l'opera prima di Massimiliano Verdesca, presentato all'ultimo Milano Film Festival, ed è uscito settimana scorsa in un solo cinema a Lecce, da dove nelle prossime settimane si sposterà verso Roma e Torino. Di norma non figurerebbe nemmeno tra i pregiudizi, se non fosse per l'intervento di un membro della produzione, che mi ha gentilmente scritto per segnalarmi il film indicando la speranza di diventare il film italiano da deridere della settimana. Storia vera! Purtroppo non possiamo accontentarlo: il film di Verdesca, in cui il chitarrista metal satanista Marcello Zappatore (!) la cui madre è interpretata da Sandra Milo (!) scopre di avere le stimmate (!), è infatti molto più interessante di quanto possa sembrare dal titolo e dalla trama. Credo che il trailer valga più di mille parole. Se vi capita, dategli un'occasione.