27

Nei cinema dall’11 marzo 2011

Carissima me è il titolo italiano del film L’âge de raison, già qualificatissimo per il premio di titolo italiano più imbecille dell’anno. Di solito almeno c’è una connessione di qualche tipo tra il titolo a cui si ammicca e quello nuovo: ma cosa ci azzecca il film d’animazione in questione con una commedia francese con Sophie Marceau? Più spregevole ancora tutta la promozione del film piena di cuoricini e pagine di diario: il tentativo è quello di spacciarlo per un sequel de Il tempo delle mele? Più o meno. FURBINI. Detto questo, il film è diretto da Yann Samuell, che molti anni fa aveva fatto il delizioso Amami se hai coraggio, film da cui è nato il nostro amore per Marion Cotillard, e che poi ha diretto il tristemente famoso remake di My Sassy Girl che nessuno ha visto, incluso il sottoscritto. Nonostante il tempo passato, a giudicare dal trailer del film, a Samuell è rimasta la fissa per le scelte un po’ cheesy e sopra le righe, il film potrebbe passare (e lo farebbe volentieri, diciamo) per l’ennesimo epigone di Amelie, è pieno di inserti di cartoncino e cazzate di questo tipo. Generalmente io non disprezzo le cazzate di questo tipo, ma questa in particolare mi attira come una colonscopia.

Gangor è un film italiano che si candiderebbe volentieri al film italiano da deridere della settimana se non ci fosse un candidato d’eccezione più sotto. Domanda: si può deridere un film quando è girato con le migliori intenzioni e parla di tematiche serissime e tragiche? Certo! Anzi! Vuoi mettere, dare un pregiudizio negativo a un film contro i pregiudizi? Al di là del fatto che il nome del protagonista, UPIN, è un buon punto di partenza, il trailer (che apre informandoci che il film è stato applaudito con una standing ovation al Festival di Roma: notizie che non lo erano) è veramente uno dei meno attraenti degli ultimi tempi, sotto ogni aspetto. Lo dico con un certo cinismo, me ne rendo conto, ma le condizioni in cui è stato girato o il messaggio che trasmette mi interessano tanto così: se un film è brutto, è brutto. Di qualunque cosa parli. E mi sembra proprio il caso di Gangor. No?

Holy Water è una commedia britannica diretta da Tom Reeve che nel Regno Unito è uscita un annetto fa, ma in poche sale. E poi in qualche altro paese tipo la Grecia. Di fatto, diciamocelo, il film non se l’è cagato nessuno da nessuna parte: per dirne una, non ha nemmeno una pagina su Wikipedia. Non capita MAI. E guardando il trailer italiano non ci si sorprende affatto: il film è palesemente una puttanata da due soldi basata su una sola idea abbastanza pecoreccia (un carico di Viagra che finisce nelle condutture di un paesino inglese, LE MATTE RISATE) e ad aggiungere benzina sul fuoco è intervenuto il raffinatissimo doppiaggio italiano in stile cartone giapponese di Italia7. Ma sì, va bene così. Continuiamo a comprare le puttanate. Facciamoci del male.

I ragazzi stanno bene è un film di Lisa Cholodenko ed è l’ultimo (stavolta davvero) dei 10 candidati all’Oscar come miglior film a uscire nelle nostre sale. Ho visto il film e ne ho già scritto: inutile ripetermi troppo, sappiate solo che è assolutamente consigliato, che con tutta probabilità è il film migliore della settimana, che forse – non è che mi sono messo a fare le classifiche davvero – è una delle migliori commedie americane dell’anno, e che per Annette Bening e Julianne Moore in questo film avrebbero dovuto creare una categoria a parte. Tutte cose che sapete già.

Ramona and Beezus è un film per regazzine diretto dalla stessa tizia reponsabile di un altro grande classico di Friday Prejudice, ovvero AQUAMARINE. Ah, quanti ricordi. Uscito la scorsa estate negli USA, il film è tratto da una celebre serie di romanzi ed è chiaramente rivolto a un pubblico ben preciso: ovvero, famiglie con almeno una figlia tra gli 8 e i 15 anni. Se non avete una figlia tra gli 8 e i 15 anni è già un miracolo che siate arrivati alla fine di questo paragrafo, se ce l’avete MI DISPIACE PER VOI.

Rango è un film d’animazione prodotto da Nickelodeon, realizzato (per la prima volta) dalla Industrial Light & Magic, e diretto da Gore Verbiski, e fino a qualche tempo fa pensavo fosse un’immonda troiata. E sono sicuro che lo stiate pensando anche voi: un film su una lucertola doppiata da Johnny Depp? Poi il film ha cominciato a essere visto, e a ottenere recensioni positive. E non intendo positive tipo “uhm sì dai carino pensavo peggio”, positive tipo “ommioddio film dell’anno figata stop the press stop the press”. Francamente io non ci credevo molto, poi ho passato un po’ di tempo a leggere effettivamente gli articoli in questione e adesso ho una fotta micidiale che non mi molla da giorni.

Il rito è un altro cazzo di horror con gli esorcisti, stavolta con Anthony Hopkins, in confronto al quale Robert De Niro è un ottimo selezionatore di script. Vi ricordate quando Hopkins diceva, uh, che impressione fare Hannibal Lecter, uh, non farò MAI PIU’ un ruolo in un film de paura, uh, mi limiterò a fare drammi in costume, che so, il ruolo del nonno saggio e scorbutico, uh, aspetta, cos’è questo foglietto, È LA RATA DELLA TUA VILLA DEL CAZZO. Clap clap, signor Hopkins. Ma se proprio devi fare degli horror, almeno sceglili bene, non questa merda che ha fatto una montagna di soldi e che non è piaciuta a nessuno. Sapete a chi è piaciuta, questa merda? AI VESCOVI. E ho detto tutto.

Le stelle inquiete è, finalmente, il ritorno in grande stile del Premio Maccio Capatonda, nonché film italiano da deridere della settimana. Inutile indugiare oltremodo: intanto vi lascio in compagnia del trailer. Che, lo so, è una roba, ma purtroppo è molto breve, e non rende molto l’idea del puro macciacapondismo di questo film, “ispirato a un vero episodio della breve vita della carismatica filosofa francese Simone Weil” (!) e che racconta “il suo incontro con il suo ospite, Gustave”, detto anche IL LEGGENDARIO ALLIGATORE. Scusate, questa era per i lettori della prima ora. Comunque se volete veramente divertirvi vi consiglio di recuperare un paio di clip del film, tipo questa oppure questa. Fatto? Ecco, adesso io voglio che voi mi presentiate UNA SOLA persona che abbia intenzione di vedere un film del genere. I parenti non valgono.

Tutti al mare è il titolo, veramente infelice, dell’opera prima di Matteo Cerami. Vi suona familiare? Il film è scritto da babbo Vincenzo Cerami. Ecco, prima di diventare lo sceneggiatore di Benigni, Cerami aveva scritto Casotto, il cult movie di Sergio Citti ambientato in una cabina collettiva di una spiaggia. Nel cast c’erano Gigi Proietti e Ninetto Davoli. Indovina chi c’è nel cast di questo film ambientato in una spiaggia? Quindi è un remake di Casotto?, chiederanno terrorizzati i miei piccoli amici. GRAZIE AL CIELO NO. Nelle prossime settimane arrivano i reimagining di Sotto il Vestito Niente e di Amici Miei, ci mancava giusto rifare Citti con Ambra e Libero de Rienzo. Diciamo che all’interno di questa triade di ripescaggio malinconico, o per meglio dire di Apocalisse delle Idee, forse il film di Cerami è il male minore, ma un male rimane. Per tre minuti mi ha anche incuriosito, poi ho recuperato l’uso della ragione. Pussa via.

kekkoz

27 Comments

  1. mia moglie è andata a vedere gangor con due amiche. io sono andato al carnevale di venezia vestito da nino bixio. bisogna avere delle priorità nella vita.

  2. anch’io all’inizio la pensavo come te su rango (johnny depp è inflazionato ultimamente) ma nickleodeon è una certezza

  3. nessuno mette abbastanza in evidenza il fatto che il carattere sulla locandina de “il rito” fa sembrare che ci sia scritto “RHO”. non c’è un solo milanese che almeno per un secondo non abbia pensato “era anche ora che facessero un film dell’orrore su rho”

  4. RHO!

    comunque anche a me non me ne poteva fregare di meno di Rango, poi ho visto il trailer. avete visto il trailer e che cazzo di gioia per gli occhi che è?

  5. Il protagonista di Rango è la lucertola dei sofficini Findus! 1194551572_carletto.jpg

  6. “Tutti al mare” è un re-imagining di Casotto, quindi nè remake, nè reboot, nè un prequeoot come “Amici Miei – tardo rinascimento”.
    E se a qualcuno può interessare “I ragazzi stanno bene” non mi ha esaltato; la comicità quando c’è è di grana non raffinatissima e la lesbica che si eccita col burino è ugualmente da cinepanettone.

  7. Ditemi che le stelle inquiete è un progetto realizzato dalla terza elementare di qualche istituto sito in culo alla luna col patrocinio della locale parrocchia…vi.prego.ditemelo. (dissolvenza…frinire di cicale…espressioni basite)

  8. anch’io pensavo che Rango fosse una cretinata, ma le recensioni e le anche attese spasmodiche di alcuni blogger di fiducia mi han fatto cambiare idea. ieri al cinema ho visto un cartonato della lucertola… eh, beh ero curioso al massimo.

  9. Preg.mo Kekkoz, temo che ormai il blog abbia esaurito la sua funzione.
    E’ in arrivo un film per il quale è impossibile perfino esprimersi con un pregiudizio.
    Se a Tutti al mare affibi la pecora nera, cosa farai quando uscirà…

    (rullo di tamburi)

    QUESTO: http://www.youtube.com/watch?v=Y28A_aYF8DE

    Giuro che se questa roba vedrà il buio delle sale, mi apposterò fuori dai cinema a fare l’elenco di quelli che entrano per poi fargli ritirare la tessera elettorale.

  10. So che dipende probabimente dal fatto che non ho ancora trovat il nodo giusto, ma: che cazzo è un period movie?

    anzi: che cazzo è un periodo movie.

    ps. riso molto sul pregiudizio di RHO

  11. Ahah io sono di RHO!
    Dopo che in “Lascia perdere Johnny” la menavano tutto il film che il protagonista doveva andare a RHO, e poi la città delle scene ambientate a RHO non era veramente RHO, e io ci sono rimasta malissimo, adesso anche questo colpo basso.

  12. Il clip 3 di Stelle Inquiete è fantasticamente terribile. “Creti di efsere forte con queste divisa?” è una frase bellissima, girata con la maestria di una bottiglia d’acqua naturale.

  13. RHO!!! For The Win!!!

    La “seconda clip del PERIOD MOVIE di Emanuela Piovano” mi ha annichilito: ci sono 2 inquadrature 2 da soap-opera e il montaggio stacca da una all’altra per tutto il tempo spiegandogli quella cagata del legare-non legare e poi L’ESPRESSIVITA’ DI LEI!!!
    E’ ovvio che poi anche Flopaioli con Il Giogliegliere sembra un capolavoro e quindi avete vinto voi e chiudiamo tutta L’Italia e dichiariamo fallimento che ci facciamo una figura migliore.

  14. Ah, dimenticavo: “A Mostrar Le Chiappe Chiare” è il MALE. E quelli che lo sostengono sono dei collaborazionisti.

  15. Ahahahahahahahahaha, fantastico vacanze a Gallipoli, grazie Paolie….
    è montato col moviemaker!!!
    Comunque non credo che troverà alcuna distribuzione, è impresentabile anche per un paese alla frutta come il nostro…
    Ora riguardo il trailer, quella voce fuori campo me la sognerò la notte!

  16. paolie, grazie per avermi fatto lavare gli occhi con la candeggina dopo il trailer.

  17. Vacanze.
    A.
    Gallipoli.

    Potrebbe andare peggio.

    Potrebbe piovere.

  18. Meraviglioso il regista che si autointasa di complimenti il canale Youtube e risponde “tutta invidia” a chi gli fa notare che la sua opera non è esattamente motivo d’orgoglio per la cultura salentina. Se quel focolaio di WTF esce in un cinema a Nord di Lecce penso che vinceremmo tutti l’ennesimo premio Nazione da deridere della settimana.

  19. La prossima edizione di Prejudice uscirà mercoledì, vero?

  20. Rango è molto carino e tecnicamente spaventoso, però soffre l’eterna commistione toni alti-toni bassi. In particolare il protagonista, che a onor del vero ho visto doppiato in italiano e che quindi in lingua potrebbe funzionare, rompe un bel po’ i coglioni con il suo essere il personaggio comico nel contesto serio.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You can add images to your comment by clicking here.