28

Nei cinema dall’11 febbraio 2011

Burlesque è un film diretto da tal Steven Antin (che nella sua carriera ha fatto cose indicibili che non ripeteremo, tra cui il reality show sulle Pussycat Dolls) che è prima di tutto il debutto cinematografico della popstar 56enne Christina Aguilera nel ruolo di una neodiplomata provinciale che cerca di fare successo nella grande città e finisce tutto a bottanazze. Ora, qualche tempo fa io ho scritto da qualche parte che avrei voluto una carriera cinematografica per la Aguilera, che fino a cinque minuti fa era una fica spaziale e per altre duecento ottime ragioni, ma avevo fatto l’errore di non specificare “non in un film di MERDA grazie”.

Gianni e le donne è il nuovo film di Gianni Di Gregorio, dopo il vero “caso” di Pranzo di Ferragosto, un film che ho gradito moltissimo, ed è proprio per questo che ho dei dubbi: perché mettere il pilota automatico già al secondo film non è un grande segnale nella carriera di un regista. Chiaramente sono solo sensazioni di pelle date dalla visione del trailer, ma che Di Gregorio, che ha dimostrato di avere cervello, sensibilità, “tocco”, racconti un’altra piccola autobiografia romana, mettendo ancora di mezzo la De Franciscis, senza osare nemmeno per sbaglio di spostarsi tanto così, beh, è quantomeno sospetto – senza contare che un film sulla sua voglia di scopare non è che mi faccia fare i salti di gioia. Però a Gianni si vuol bene, queste cose le diciamo per il suo bene, il film si va a vedere, ma era davvero necessario?

Into Paradiso è un film italiano che l’anno scorso è passato nella sezione Controcampo ma di cui ancora oggi so poco: opera prima della regista Paola Randi, dalla distanza sembrerebbe avere le carte per essere un film italiano da deridere ma in realtà sembra davvero interessante e ha già molti fan. In giro si leggono infatti quasi solo recensioni positive e/o convinte, anche se purtroppo da noi è difficile districarsi tra le manie di protagonismo e l’inevitabile politicizzazione dei quotidianisti, soprattutto quando ci sono in ballo “i grandi temi” come “le contraddizioni di Napoli”, “gli immigrati clandestini”, “ehi ma quello non è Toni Servillo” “no è il fratello Peppe” “ah”, quindi anche quelle opinioni vanno prese sempre un po’ con le pinze. Ma il trailer mostra senza dubbio che la Randi ha delle idee, forse persino buone, che poi sia riuscita a metterle in pratica lo vedremo. Io un po’ ci credo davvero, ma sono un boccalone.

Rabbit Hole è il terzo film di John Cameron Mitchell dopo i due bellissimi Hedwig e Shortbus. L’ho già visto e ne ho già scritto dall’altra parte, anche stavolta non vorrei ripetermi e quindi sarò breve: il film è una variazione sul tema dell’elaborazione del lutto costruita e raccontata con una leggerezza inaspettata, commovente, e tutto il resto. Ma è soprattutto il film con cui Nicole Kidman torna a essere di-vi-na: soltanto lei basta e avanza, anche se poi c’è molto altro. Andate a vederlo, non spaventatevi. Non abbiate mai paura dei film che fanno piangere. Piangere al cinema è una roba bella.

Sanctum è un film in 3D prodotto da James Cameron che stanno cercando di vendervi come una specie di “Avatar subbbaquo“. Che sarebbe stato un bellissimo titolo, tra l’altro. Invece è un film australiano che di Avatar ha solo una cosa, la videocamera utilizzata per le riprese, che Cameron ha “prestato” al regista Alister Grierson. Per il resto si tratta con tutta probabilità di una roba pallossissima che infatti non è piaciuta a nessuno. Se poi nel weekend in cui esce un film con Nicole Kidman che piange voi preferite andare a vedere un film in 3D ambientato sott’acqua, allora mi sa che parliamo proprio due lingue diverse.

Senna è un documentario sul compianto pilota ed è stato presentato all’ultimo Sundance. Uno passa due settimane a sbavare sui film del Sundance e cosa ti esce in Italia? Un documentario su Senna. Ma che due palle. Idiosincrasie sportive a parte, il film non è un servizio del Tg2 per l’anniversario di questo o quest’altro avvenimento, ma è un documentario vero e (mi sa) ben fatto: diretto da Asif Kapadia forse per farsi perdonare L’incubo di Joanna Mills (nota: non l’ho mica visto eh, parlo a vanvera), Senna ha fatto parlare piuttosto bene di sé al Sundance vincendo il Premio del Pubblico per i documentari stranieri, che non è cosa da poco.

Il Truffacuori è un brutto titolo italiano ma non sapendo il francese non so nemmeno cosa vuol dire L’arnacoeur e quindi sto zitto. Il film è una commedia francese il cui protagonista è Romain Duris, GHGHGH, e ora scusate devo andare a pulirmi perché quando nomino Romain Duris io sburro. GHGHGH, e con questa sono due. L’idea di marketing sarebbe che questo è il weekend pre-San Valentino e quindi potete portare la vostra fidanzata a vedere un film con il cuore sulla locandina. Ma seriamente volete portare la vostra fidanzata a vedere un film con questo tizio qui e poi sperare che non vi mandi immediatamente a cagare? Vabbè, queste sono scemenze: il film è l’opera prima del regista televisivo Pascal Chaumeil e sembra una cosina gradevole, sempre se avete voglia di questo tipo di cosina (leggi: io no) e se riuscite a passar sopra il fatto che Vanessa Paradis sembra una malata terminale mentre invece Romain Duris GHGHGH.

kekkoz

28 Comments

  1. Non ci crederete, ma Il Truffacuori è un buon titolo perché l’originale è un gioco di parole tra “arnaqueur” (truffatore) e “coeur” (cuore).

  2. Ti do questa notizia: io ho una mezza voglia di vedere il Truffacosi ehm ehm…

  3. “Piangere al cinema è una roba bella”. Decisamente (a meno che non sia un primo appuntamento con una con cui vuoi andare in buca)

  4. Io ho quasi detestato Rabbit Hole, ennesimo film su coppia che ha problemi a gestire il ricordo della tragedia e volevo prendere a padellate la faccia malamente rifatta delle Kidman che si mantiene magra bruciando milioni di calorie nello sforzo di muovere i muscoli facciali mummificati.
    Into Paradiso è interessante, ha qualche sbavatura, qualche piccolo infantilismo di scrittura, un finale affrettato e già visto, ma la Randi cerca di mettere pizzichi di originalità nella regia e sa ben gestire il tono della storia.
    A me Di Gregorio sta un po’ sul culo; mi dà l’impressione del furbetto, di quelli che “mo’ se bevono pure questa…” E poi non mi è piaciuto come guardava il culo di una mia amica una volta.

  5. che tristezza. vien da piangere anche senza andare a vedere la kidman.
    che se non fosse che l’ho già visto al TFF, andrei a vedere Burlesque, anche solo per Stanley Tucci.
    E comunque l’Aguilera non ha una brutta voce, toh.

  6. Io “Into Paradiso” l’ho visto a Venezia, e mi è piaciuto un sacchissimo!
    Sul serio: il film ha delle trovate di regia e messa in scena niente male e un bel ritmo. A volte non sembra neanche un film italiano…
    Thumbs Up

  7. Ti do una notizia in conclusione, notizia è l’anagramma del mio nome.

    Io comunque quando vedo Coso Cosis non sburo, al massimo sbocco.
    Ok che sei l’etero più gay che conosca, ma che gusti c’hai in fatti d’òmini?

  8. Io sburro da sempre per l’Aguilera.
    Mi toccherà andare a vedere il film, -sigh-

  9. Non esce anche una roba di nome “Gangor”?
    “Into paradiso” in Emilia Romagna si vede solo all’Odeon di Bologna.
    Sì, sala D.

  10. Pardon, movieplayer dice 11 marzo.
    FilmTV ha preso un’abbaglio :)

  11. “Avatar ‘BBUTI!”

    Ma mi sbaglio o è molto peggio di quando cercavano di far passare District 9 per un film di Peter Jackson, tipo che il nome del regista non c’è da nessuna parte?

  12. “Ma il trailer mostra senza dubbio che la Randi ha delle idee”

    Quali?
    La società multiculturale ma che ne sapete voi noi (presunti) artisti si che vediamo il mondo con poesia?

    Perchè a me sembra il SOLITO film italiano
    E deridi solo quelli veramente piccoli e fatti in casa, te ne rendi conto?
    Avevo ragione.

    Paola Randi Cambia Mestiere.
    Speriamo di fare la fine dell’Egitto.

  13. “Ok che sei l’etero più gay che conosca, ma che gusti c’hai in fatti d’òmini?”

    LOLOLOLOLOLOLOLOL.

    (Volevo dire, “sono d’accordo con la precedente affermazione in forma di domanda”.)

  14. Ieri sera ho visto il Truffacuori, più che altro per disperazione perchè non c’era niente di interessante (Rabbit Hole non era in programma). Invece devo dire che mi ha sorpreso, è una commedia simpatica che riesce a strapparti qualche sorriso in più di un’occasione. Però la cicciona due file dietro che rideva a squarciagola per ogni minima cavolata, l’avrei soffocata con i popcorn.

  15. Romain Duris solo al cinema possono spacciarlo per bonazzo. La rinsecchita invece la spacciano per cantante, attrice, modella quando è solo la signora Depp.

  16. Rabbit Hole lo vedrei per Aaron Eckhart che è veramente un attore sottovalutato, altro che la plasticosa Nicole Kidman.

  17. Più che per la Kidman il film di distingue per gli addominali di Aaron Eckhart nella classica scena dello spogliatoio, nell’ennesimo film su una coppia borghese in cui lui va a giocare a squash e poi c’è la scena dello spogliatoio.
    (scherzo, il film è ben scritto e finalmente l’agente della Kidman le ha dato un buon copione – Detto tra noi, la Kidman dovrebbe fare solo film in cui è diretta da registi gay. Sono quelli che le vengono meglio).

    Se tutte le cattiverie che si dicono sul botox della Kidman le dicessero anche sul botox di Stallone, forse potrei accodarmi festante. Certo, Stallone ha già preso talmente tanti colpi che infierire su di lui con una bistecchiera sarebbe inutile.

    A proposito, la prossima settimana arriva la commedia americana romantica con Jake nudo (occhio al fotogramma in cui si vede tutto) e lì finalmente, si sburra.

  18. io quoto cenz,
    oggi ho visto into paradiso e, malgrado l’idea di storia un po’ banalotta, regia, dialoghi e attori mi sono piaciuti veramente un sacco.
    personalmente, consiglio.

  19. persecution di chereau è un capolavoro..a proposito di Romain Duris!

    by nm

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You can add images to your comment by clicking here.