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Nei cinema dal 28 gennaio 2011

Il discorso del Re è il nuovo film di Tom Hooper, già regista dell’ottimo (e da noi poco visto) The Damned United, l’ho già visto e ne ho scritto poco fa dall’altra parte. Non ho molto da aggiungere a quel post: lungi da me stroncarlo, perché è un film davvero bello, ma è anche il film che si è puppato più nomination agli Oscar che verranno consegnati a fine febbraio e quindi credo che una ridimensionatina gli faccia solo bene. Per dire, tra gli 8 dei 10 nominati come miglior film che ho visto, è probabilmente quello che mi è piaciuto di meno. In ogni caso, da vedere. Purtroppo a mio avviso è un film che con il doppiaggio perderà gran parte del suo senso: se trovate una sala che lo proietta in lingua originale, fiondatevici.

Update: il film è proiettato in lingua originale al cinema Arcobaleno di Milano, al Nuovo Olimpia di Roma, al Lumière di Bologna.

Febbre da fieno è l’unico film italiano della settimana, è co-prodotto e distribuito dalla Disney (ah però hai detto cazzi) ed è l’opera prima di Laura Luchetti – e no, non ho idea se sia parente o meno e sinceramente non mi interessa granché. Ora, lungi da me mettermi a rompere il cazzo a una giovane regista alla sua opera prima, anzi in bocca al lupo zia, ma del film non potrebbe fottermi di meno: se Febbre da fieno non è il film italiano da deridere dalla settimana perché alla fine non penso che sia nemmeno ridicolo e il suo trailer non ha i soliti tratti di macciocapatondismo che siamo soliti trovare nei trailer dei giovani sconosciuti autori italiani, dirò la verità, avrei quasi preferito deriderlo, per il lulz, e invece lo trovo semplicemente di scarso o nessun interesse. Sarà un problema mio.

The Green Hornet è un film ispirato a un celebre personaggio radiofonico che, tra le altre cose, diventò una serie televisiva che contribuì alla scoperta di Bruce Lee e un sacco di altre figate. Questa versione cinematografica è passata attraverso un sacco di mani e di barili (doveva essere il primo film americano del grande Stephen Chow, for pete’s sake) ed è finita nel modo più impensabile: diretta da Michel Gondry e interpretata da Seth Rogen. Più WTF di così si muore. Ora, con tutto l’amore e l’affetto sincero che provo per entrambi, non sono mai stato del tutto convinto che fossero adatti a tenere in piedi questo progetto (tipo un crime superhero movie trasformato in una stoner comedy con tocchi onirici?) e nonostante i vari trailer mi siano sempre piaciuti molto non si può far finta di niente: il film è stato accolto freddamente, deriso da più parti, anche per la scelta inspiegabile di distribuirlo anche in 3D, e per gran parte della critica è un’occasione perduta e/o un esperimento finito nella cacca. Per chi ha gradito non è altro che un filmettino divertente, e volevamo ben altro. Ciò non esclude che si vada tutti in massa e ci si diverta come i pazzi. Però, beh, PERO’.

Parto col folle è lo stronzissimo caccosissimo titolo italiano di Due Date, perché quello di cui abbiamo bisogno sono i giochi di parole di stocazzo. Di base, questa era una delle commedie della stagione che aspettavo con più curiosità, soprattutto per la coppia di attori protagonisti (Zach Galifianakis e Robert Downey Jr., cazzo puoi chiedere di più?) e per il ritorno alla regia di Todd Phillips dopo l’exploit di The Hangover. Anche qui però la reazione non è stata delle migliori: del film si legge maluccio un po’ dappertutto, e la riproposizione di un canovaccio classico che suona come un omaggio a Un biglietto in due di John Hughes stavolta non ha incontrato i favori di nessun sano di mente. C’è da dire che anche questo film doppiato in italiano non lo voglio nemmeno regalato, ma questo è un altro discorso.

Vento di primavera è uscito già ieri ed è un film diretto da Rose Bosch, interpretato da Mélanie Laurent e Jean Reno, che racconta l’episodio storico della retata di Vel d’Hiv, ovvero un arresto di massa di oltre 150 ebrei avvenuto a Parigi nel 1942. Il film è uscito in Francia l’anno scorso ed è stato un successo di pubblico, da noi è arrivato quest’anno in occasione del 27 gennaio, il Giorno della Memoria.

Yattaman – Il film è un film ispirato a una famosissima serie animata giapponese, diretto da uno dei più prolifici e geniali registi nipponici dello scorso decennio, Takashi Miike, uno degli autori asiatici più celebrati da noialtri cineblogger con le rughe e negli ultimi anni “riscoperto” anche dalla distribuzione italiana – almeno per quanto riguarda l’home video. L’ho già visto al Far East Film di Udine un paio di anni va e ne ho scritto brevemente dall’altra parte. Se siete fan del cartone e conoscete il cartone a memoria e volete vedere il cartone, beh, rivedetevi il cartone e non rompete i coglioni: se questo Yattaman è molto fedele alla serie in alcuni aspetti, è un realtà un film molto più visionario e perverso e “miikiano” di quello che ci si potrebbe aspettare da un “film per ragazzi”. Questo è uno degli aspetti più entusiasmanti del suo cinema – il suo riuscire a firmare profondamente un film anche se si tratta di un’operazione “commerciale” come questa. In ogni caso, vedere un film di Miike in sala in Italia è un piccolo evento, anche se Yattaman non è il suo film migliore e anche se esce soltanto in TRE sale. Nello specifico: oggi il film è uscito a Firenze, Macerata Fermo e Ravenna*. Non so quali siano le intenzioni di Officine Ubu nel prossimo periodo, ma se siete in una di queste tre città non perdetevelo.

kekkoz

28 Comments

  1. Per la precisione al Cinemacity di Ravenna (alle 15.50 e alle 18, solo giovedì alle 22.30), Al super 8 di Fermo (che dovrebbe essere provincia autonoma e non Macerata) e all’Odeon di Firenze (qui in lingua originale coi sottotitoli) solo alle 22.30.
    Abitando tra Ravenna e Forlì mi ci fiondo domani pomeriggio.

  2. “Per dire, tra gli 8 dei 10 nominati come miglior film che ho visto, è probabilmente quello che mi è piaciuto di meno”

    Dimmi che uno dei 2 che non hai visto è The Fighter.
    Per favore.

  3. Sì, The Fighter è uno dei due che mi manca.
    Perché? È brutto?

  4. Non è brutto di quel brutto che lo sai e ti metti l’animo in pace, ma di quel bruttino da “vorrei ma non posso”.
    Poi, oh, Amy Adams di solito mi basta e mi avanza, ma il film mi è smbrato troppo piatto, retorico, melassoso ed in definitiva poco interessante. Ma io sono io e imdb (si vabbeh) e pomodorometro (mh) ne dicono un gran bene. forse sbaglio.

  5. Il sottotesto di tutto il pregiudizio su “Vento di primavera” è chiaramente “non ho alcuna intenzione di passare per antisemita”.
    P.S. Credo di non aver ancora capito a pieno il senso dell’allucinante titolo “Parto col folle”.

  6. Il sottotesto di tutto il pregiudizio su “Vento di primavera” è “non so un beneamato cazzo di questo film e mi annoia moltissimo persino scriverne ma devo comunque arrivare alla fine del paragrafo altrimenti mi si sputtana il template”.

  7. Che bello! Abito a Verona! Che bello! Neanche un cazzo di cinema che proietta in lingua originale!

  8. per quanto per me Yatterman sia tutt’altro che da bomba mi aspettavo che gliela dessi… non pensavo invece che sarebbe uscito solo in 3 copie… che schifo… qui a Torino niente.

  9. Sicuro che all’Arcobaleno il re è in originale? Non lo trovo scritto da nessuna parte… mi fido del tuo know how

  10. Visto questa sera “Parto col folle”, non capisco perchè se ne parli male, i due protagonisti sono adorabili e ci sono alcune gag da sbudellarsi. A livello di puro intrattenimento siamo dalle parti di “The Hangover” o giù di lì.

  11. per chi è di Firenze e dintorni: the king’s speech lo diamo anche al cinema Odeon in originale con sottotitoli…putroppo solo il 24 Febbraio Ma meglio di nulla. 😉
    Un saluto
    Andrea (Hawke)

  12. ah…ne approfitto per dire che Vento di Primavera è TERRIBILE.
    sempre Andrea

  13. @il cinespettatore esigente:

    “Abitando tra Ravenna e Forlì”
    sulla ravegnana? STIMATI, diobono.

    (scherzo. in topic volevo solo dire che che il teaser di Febbre da fieno viene proiettato sistematicamente nelle sale da tipo due anni, e questa è una crudeltà del tutto immotivata)

  14. Vi posso lanciare la sfida di trovare un titolo italiano migliore di “Parto col folle” visto che a quanto pare molti non colgono il doppio senso del titolo originale?

  15. appena ho colto il doppio senso di parto col folle sono stata colta da sconfinata tristezza, ma vabbe.
    invece, e non vorrei essere politicamente scorretta, ma a forza di tirare fuori almeno un paio di film l’anno sulla shoah mi sa che stiamo raschiando il fondo….

  16. Io abito nei dintorni di Bologna e devo convincere la gente per andare a vedere i film al Lumière. Devo CONVINCERLI.
    Ecco, almeno qui cerco comprensione.

  17. non ci spero molto, ma già che son qui te lo dico, mi piacerebbe tanto la tua opinione di giovane cinefilo (quindi non un pregiudizio!..ma proprio una bella recensioncina) di febbre da fieno… sempre che tu abbia tempo da perdere e riesca ad arrivare alla fine…io l’ho trovata una cosi niente male! bye!

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