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Nei cinema dal 17 dicembre 2010

American Life è il titolo italiano di Away We Go, ultimo (e bellissimo, diciamolo subito: ne ho scritto tempo fa dall’altra parte) film di Sam Mendes, scritto da Dave Eggers e dalla moglie Vendela Vida (mica da Pippo e Pluto), in cui molti hanno visto (non del tutto a torto) una sorta di “lato B” di Revolutionary Road, e arriva in Italia con un ritardo sconsiderato di un anno e mezzo. E con questo titolo del cazzo, peraltro. Ora vi invito a scoprire insieme a me come si intitola questo film nel resto del mondo. Fatto? Va bene, non tutti i paesi del mondo traducono letteralmente “away we go”, ma almeno lo fanno per una ragione: per avere un titolo nella lingua del paese in cui è distribuito. A costo di ripeterci per l’ennesima volta: perché tradurre per il mercato italiano un titolo in inglese in un altro titolo in inglese? Non è una domanda retorica: dimmelo. Nello specifico, a cosa vorrebbe ammiccare “American Life”? Va bene, nel film c’è della “vita americana”, ma non più di quanto ce ne sia in qualunque film americano. “Così mettiamo in chiaro che il film è americano, il pubblico non vuole vedere film europei, questo se lo guardi da una certa angolazione non sembra un po’ troppo europeo?”. Vabbè, pazienza: anche se il film fosse (come mi è stato suggerito) promosso e adattato in modo un po’ scorretto (come in casi passati che ben conosciamo), resta il fatto che Away We Go è davvero molto bello, è un film onesto, delicato e commovente, davvero indipendente nonostante il regista sia ormai un pezzo da novanta, e John Krasinski e Maya Rudolph sono semplicemente favolosi. Insomma, è il titolo più consigliato in assoluto in una settimana che ti fa venir voglia di fare della violenza anale alle prime renne che passano.

La banda dei Babbi Natale è il primo film che ti va venir voglia di fottere delle renne in culo con un cacciavite della settimana. C’è poco da dire: è l’ennesimo film di Aldo Giovanni e Giacomo, che per qualche anno ci avevano quasi convinto di poter fare un cinema “natalizio” senza buttarsi via completamente, riuscendo a fare anche un paio di film decenti, ma quelli erano gli anni in cui facevano ridere, non so se lo avete notato anche voi, ma Aldo Giovanni e Giacomo sono da tempo l’emblema assoluto dell’imbarazzo televisivo, quando appaiono sullo schermo riescono a mettermi a disagio come solo Verdone sa fare, e ormai hanno una verve tale che ti viene voglia di rivedere gli ultimi film di Benigni. Le idee le hanno finite da un pezzo. E poi, con questa cosa dei Babbi Natale, non so voi, ma io piuttosto Belen che balla waka waka. Cosa mi fate dire, PERDIO. Il film è uscito in poco meno di 400 sale.

La bellezza del somaro è il nuovo film di Sergio Castellitto, a sei anni da Non ti Muovere, è ancora ovviamente scritto da sua moglie Margaret Mazzantini, ma stavolta si tratta di una commedia e non di un insopportabile film stracciamaroni. Destino vuole che i due autori siano italiani, e quindi il loro film è presentato ufficialmente come “l’anticinepanettone” (sic) di quest’anno, in un audace e disperato tentativo da parte della Warner Bros di rosicchiare con le due 220 sale le briciole degli altri film italiani della settimana, dei film animati e fantasy, di Johnny Depp e Angelina Jolie. SARA’ UN SUCCESSONE. Scherzi a parte, a me Non ti muovere fece schifo (si era capito?), ma devo ammettere che il trailer mi ha quasi convinto – questo è tutto un altro campo da gioco, è una specie di commedia degli equivoci che sfrutta le potenzialità “comedy” di Castellitto e della Morante, spesso inespresse e nascoste dietro storie deprimenti, e comunque ci sono Marco Giallini ed ENZO JANNACCI. Se avete già visto le due “bombe” e volete comunque andare al cinema, ecco, fate pure.

Le Cronache di Narnia – Il viaggio del veliero è il terzo film  della saga di Narnia, di cui ho visto solo il primo perché FACEVA CAGARE. Con i libri di Lewis è andata in modo simile, cioè ho rinunciato dopo il pallosissimo Caspian quindi non ho la più pallida idea di quale cazzo di viaggio o quale cazzo di veliero stiano parlando, ogni volta sono lì che spero che il nuovo capitolo vada male così non dobbiamo ripupparci quello dopo, e invece fa una barca di soldi e ci ripuppiamo quello dopo.

L’esplosivo piano di Bazil è l’altro titolo italiano del menga della settimana, non a caso appioppato all’altro film molto bello della settimana (l’ho già visto e ne ho già scritto dall’altra parte), cioè il nuovo film del regista francese Jean-Pierre Jeunet. Allora lo fate apposta. Sinceramente, non credo di ricordarmi bene cosa diavolo voglia dire Micmacs à tire-larigot perché non so il francese, ma per esempio “Micmacs” andava benone, seguendo il titolo internazionale come hanno fatto nel resto del mondo. Qui la movivazione è trasparente: questo è il nuovo film del regista di Il favoloso mondo di Amelie. E chi la batte, Amelie? A questo punto cambiamo tutti i titoli di Jeunet a posteriori: Il bizzarro cannibalismo di Louison, Il precoce invecchiamento di Krank, L’improbabile resurrezione di Ripley, fino ad arrivare ovviamente a La virtuosistica domenica di Amelie meglio noto come Amelie 2. Scusate, mi sono lasciato andare. Comunque, a patto che vi piaccia Jeunet (e a me piace un casino, mi piace tutto, mi piace persino Alien Resurrection) questo film è bello, ma bello bello, andate a vederlo.

Megamind è il nuovo film animato della DreamWorks. Quando ha cominciato a circolare il primissimo teaser le reazioni in rete furono le più derisorie che io ricordi per un film d’animazione. Poi il film è uscito a novembre e, tutto sommato, non se n’è scritto così male in giro, pomodorometro e metascore segnano livelli decorosi, anche se da noi dobbiamo sottrarre la figaggine del cast (Will Ferrell, Tina Fey, Brad Pitt, Jonah Hill, GESU’ CRISTO). Nonostante ciò non sono ancora convinto che sia riuscito davvero, in fondo questo è il posto dei pregiudizi, e per il momento sono più propenso a pensare che sia la solita costosa cazzabubbola della DW, sulla linea di Madagascar e non su quella di Dragon Trainer per capirci, senza contare l’imbarazzante ritardo su Gli Incredibili – e si sa, è sulle sfide aperte con la Pixar che la DW si ritrova più spesso con il sangue al culo. Se ho torto marcio: meglio per tutti.

The Tourist è un film di cui si è parlato moltissimo per mesi per una semplice ragione: è stato girato in parte a Venezia e quindi c’è NINO FRASSICA. La città veneta per alcune settimane è stata letteralmente occupata dalla famiglia Pitt-Jolie e i loro 274 figli, e dalle fan bagnatissime di Johnny Depp, il quale, ricordiamolo, non si lava. In ogni caso, questo film è probabilmente ORRENDO, e senza scomodare l’evidenza di fronte a chiunque abbia visto non dico un trailer ma pure una foto di scena, era già un bell’indizio il fatto che non lo volesse fare nessuno: il ruolo di Johnny Depp se lo sono passati Tom Cruise e Sam Worthington, la Jolie doveva essere Charlize Theron, e pure il regista Florian Henckel von Donnersmarck aveva detto NO GRAZIEN, ma è stato quasi-costretto a tornare dopo che Cuarón ha detto COL CAZZO DIRIGO STA ROBACCIA.

Natale in Sud Africa sapete tutti cos’è / waka waka eh eh. Il film è uscito in poco più di 500 sale.

kekkoz

22 Comments

  1. Che il collegamento sia American Life – American Beauty?
    Del resto si sa che non appena usi l’aggettivo “american” tutti gli italiani pensano subito: “Ah, Sam Mendes!”

  2. Ahahahah! Ma certo quidwilla, infatti è assolutamente così, basta guardare il poster “dal regista premio Oscar di American Beauty” e il gioco è fatto.

    Ma son fatto così, mi piace sempre giocare a dipingerli molto più perfidi e sottili che semplicemente stupidi e frettolosi 😉

  3. Nanni: bella domanda. Ricordiamoci che il film di Boldi si intitolava “A Natale mi sposo” ma nel film non c’era alcun riferimento al Natale. Non dobbiamo strafare sulla razionalità.

  4. Nel post originale dedicato al film di Mendes (più di un anno fa, vale sottolinearlo) c’era stata la gara a indovinare il titolo italiano ma nessuno era arrivato a questa ipotesi.

  5. amo follemente jannacci, ed è questo l’unico motivo che mi spingerà a vedere la bellezza del somaro. anche a me non ti muovere non era piaciuto per niente. brutto e soprattutto irritante

  6. Per Away We Go avrebbero potuto tirar fuori dal cilindro un “Vieni via con me”, così avrebbero approfittato dell’effetto-traino per andarsene a fanfulo…

  7. La mia piscina è rimasta chiusa per una settimana affinché J. Depp potesse andare a girare alcune scene del film…dici che abbia approfittato per lavarsi???
    Nonostante il nome nobile e illustre del regista, si capiva subito che The Tourist era una gran troiata….almeno potevano trovargli un titolo in italiano, che ne so, Scappo in laguna o La vendetta del Moro….che li ingoi tutti una bella acqua alta eccezionale…

  8. “film che ti va venir voglia di fottere delle renne in culo con un cacciavite” applausi a scena aperta! tra l’altro quel cazzo di trailer quanto è lungo? se quelle son le battute che dovrebbero invogliarmi a spendere 8 euro invece di togliermi la cintura, usarla come emostatico e farmi una pera d’aria, non ci siamo proprio. idem per il team waka waka, spero belen crepi male sbranata da un leone.

  9. Ok concordo praticamente su tutto, però non vale che fregandotene dell’ordine alfabetico metti “Natale in Sudafrica” come ultimo film solo per riuscire ad evitare di commentarlo … pretendo un’analisi sociologica approfondita legata a questo certo capolavoro della cinematografia.

    Per quanto riguarda “La bellezza del somaro”, anch’io ho sempre adorato Jannacci ma lo trovo ormai assolutamente impresentabile in ogni tipo di circostanza ormai da qualche anno (e la cosa mi invoglia ancor meno a vedere il film nel quale comunque a prescindere non credo troppo, seppur non lo ritenga derisibile).

    P.S. Penso anch’io che American Life derivi da American Beauty, ma è davvero da perversione cerebrale (leggasi pippa mentale) tradurre in inglese dei titoli inglesi … siamo proprio alla frutta.

    P.P.S Viva i cacciaviti, viva le renne, viva i culi ……….. sburranatale a tutti !!!

  10. Mi piace pensare che alla fine di “Natale in Sud Africa” vengano tutti uccisi dalla criminalita’ locale. Una volta ho avuto un coinquilino sudafricano che mi spiegava che a casa sua le scimmie gli entravano in casa a rubarci le banane. Io in un posto cosi’ non ci andrei MAI neanche per cinque minuti.

  11. La banda dei Babbi Natale – Finalmente, il kekkoz che conoscevo(pensavo non ti drograssi più).

  12. @Cineedo: Credo di poter risparmiare a Kekkoz l’analisi sociologica, copiaincollando la presentazione che di Natale in Sud Africa fa Mymovies: <> cit.

  13. ops, scusate: La storia è sempre la stessa. Con una buona dose di volgarità in più.

  14. A sto punto mi stupisco che Jarhead non sia passato come “American Soldiers”.

    Jeunet mi sta sulle palle, ma avendo già visto Mendes mi sa che sta settimana mi tocca.

    Propongo il contest: quale sarà l’allusione sessuale correlata alle vuvuzelas in Natale in Sudafrica

    Proposte: “c’ha du paia de vuvuzelas quella!”
    “gliele facciamo vedere noi le vuvuzelas a ste sudafricane!”

    Me lo scaricherei solo per vedere in che modo riusciranno a fare peggio di così…

  15. Italia: destinata a essere eccezzzzione bizzzzzarra e imbarazzzzzante, in ogni contesto..
    ..that’s Italian Life..

  16. Ti smentisco su Megamind….davvero un bel film d’ animazione…dal trailer pareva una cagata pure a me cmq…

  17. e io allora ti smentisco sull’esplosivo piano di bazil..
    ho il sospetto che sia in parte colpa della traduzione italiana, ma io l’ho trovato tanto creativo visivamente quanto lento e deboluccio nella sceneggiatura.
    tu l’hai visto in versione originale?

  18. Ho visto “la bellezza del somaro” e mi è sembrato il peggiore film di sempre, terribile.. terribile.

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