Friday Prejudice Pregiudizi sui film in uscita nelle sale italiane. Solo un gioco.

24dic/107

Nei cinema dal 22 al 29 dicembre 2010

Facciamo in fretta. E dico in fretta.

Un altro mondo (in sala dal 22 dicembre) è il nuovo film di Silvio Muccino, e visto che è Natale vi risparmierò tutta la mia solita lunga e prevedibile pippa sul fatto che Gabriele Muccino e Silvio Muccino sono due persone diverse, ormai do per scontato che tra i lettori di questo blog ci siano solo persone consapevoli del fatto che i due fanno cose diverse con talenti diversi eccetera e nessuno qui usa il termine "muccinismo" o "muccinata" o "muccineria". Passando al film, onestamente non ho visto l'esordio Parlami d'Amore né ho intenzione di farlo (uno dovrà pur selezionare di che morte morire, almeno in sala), non ho particolare fiducia nelle doti registiche del Muccino più giovane ma ammetto che per il momento è un pregiudizio puro basato semplicemente sulla pelle e sull'opinione di più o meno chiunque abbia visto Parlami D'Amore, e quindi mi limiterò a osservare il fatto che dopo aver realizzato quello che è considerato uno dei più grossi scult italiani del decennio, per tornare nelle grazie della critica ha realizzato un film (rullo di tamburi) in cui un italiano nevrotico scopre la bellezza autentica della vita grazie all'incontro con un fratellastro africano. TAH DAH. Beh, grande idea Silvio.

Le avventure di Sammy - Il passaggio segreto (in sala dal 22 dicembre) è un film animato di produzione belga diretto da un certo Ben Stassen, già responsabile di un orrido rip-off spaziale a A Bug's Life, mentre qui siamo dalle parti dell'orrido rip-off di Finding Nemo. Come questo prodotto non sia finito dritto in qualche cestone dell'Auchan e sia invece in 190 sale in tutta Italia, di cui due terzi circa in 3D (quindi dovete pagare DIECI BOLLE per le avventure della tartarughina del cazzo) è il vero Mistero della Fede di questo Natale. Ma poco importa, il target anagrafico di questo film non è quello di Pixar e Dreamworks, questo film ha l'unico scopo di zittire i vostri insopportabili figli ottenni tra un pasto e l'altro, mentre ripetete tra voi come un mantra "ufficio ufficio ufficio, non è che posso tornare in ufficio oggi anche se è Natale?". Sia benedetta la tartarughina del cazzo, che ci salva tutti dall'ennesima strage famigliare.

Tron Legacy (in sala dal 29 dicembre) è il sequel di una celebre produzione Disney uscita nelle sale del 1982 che per la formazione cinefila del sottoscritto ha una rilevanza pari a quella del Teatro Bolshoi. Sarà che nel 1982 avevo un anno? Amen, Tron non è un film fondamentale della mia vita e quindi mi permetto di vedere le cose con più lucidità, per intenderci mi gasano molto di più le tutine aderenti di Olivia Wilde mentre l'idea di ringiovanire Jeff Bridges al computer mi sembra solo bizzarra e anche un po' perversa. Ne riparliamo davanti al sequel di Wargames? Per il momento, non restano che le questioni di fatto: è molto semplice capire che tipo di film sia Tron Legacy - una tamarrata visivamente goduriosa ma sceneggiata con gli algoritmi, e non è mica detto che sia una brutta notizia.

Tutto qui. Buone feste.

Ci si rivede a Gennaio, nell'anno sesto di questo blog miserabile e simpaticissimo. Baci.