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Nei cinema dal 29 ottobre 2010

Animal Kingdom è il film di debutto del regista australiano David Michôd, vincitore del Gran Premio della Giuria per i film internazionali al Sundance, l’ho già visto e ne ho scritto dall’altra parte qualche giorno fa. In realtà il film esce sabato 30 ottobre a causa della sua presentazione al Festival di Roma (se ho capito bene) ma questo non deve trattenervi dal vederlo. Insomma, andateci sabato, domenica, ma andateci. Per quanto mi riguarda infatti, è questo il film da non perdere della settimana – a pari merito con quello qua sotto probabilmente, ma questo l’ho visto e quindi ci metto il mio bel cazzo di bollino di garanzia: una piccola rivelazione, un gangster movie assolutamente inusuale, intenso, violento, con un incipit e un finale da antologia, una delle più belle sorprese della stagione.

L’illusionista è l’altro film imperdibile della settimana: si tratta di un film d’animazione diretto da Sylvain Chomet, già regista di un altro straordinario lungometraggio che uscì nelle nostre sale come Appuntamento a Belleville. Ora, se avete visto Appuntamento a Belleville avete probabilmente già preso in mano il cappottino e state correndo in sala; in caso contrario, beh, sarebbe ora che vedeste Appuntamento a Belleville. Come se non bastasse, questo nuovo film di Chomet, infinitamente annunciato e rimandato (ricordo che doveva uscire tre o quattro anni fa, poi sparì nell’oblio) è basato su uno script di Jacques Tati che quest’ultimo non riuscì mai a realizzare. Devo veramente dire altro? Vai di cappottino.

Mammuth non è purtroppo il film sul mammuth imbalsamato risvegliato da una cometa aliena, ma un film di Benoît Delépine e Gustave de Kervern (quelli che ho copiaincollato dalla scheda di Louise-Michel) in cui Gérard Depardieu intepreta il ruolo dell’operaio di un mattatoio che giunto alla pensione scopre che i suoi datori di lavoro non gli avevano versato i contributi e quindi piglia una moto e torna nei luoghi dove è cresciuto per cercare di YAWWWN. Scherzi a parte, non avendo visto Louise-Michel non posso mettermi a sputare sentenze, la fama dei due registi è ottima e il film non sembra male: io probabilmente non lo vedrò perché sono uno stronzo senza cuore.

Maschi contro femmine è già uscito il 27 ottobre e ha già sicuramente guadagnato dodicimila fantastiliardi, nonostante la proiezione di Ritorno al Futuro sold out in tutta Italia potrebbe avergli messo i bastoni tra le ruote (ehi, mercoledì hanno proiettato Ritorno al Futuro! Figata. E voi siete andati a vedere Maschi contro femmine. Bravi.) ma cose da poco: le solite 500 e passa sale per l’ennesimo sfrangolone di Fausto Brizzi scritto con Martani e Bruno, gente che se va bene fa Ex che, lo ammetto, era più spregevole che veramente brutto (tag: UBERCAPEZZOLO), ma per il resto del tempo li prenderesti a schiaffi col dorso della mano. Questa volta ha alzato la posta, con un film con seicentomila personaggi invece che solo cinquecentomila (tag: CINEMA CORALE) che è in realtà un progetto multimediale con dentro un sacco di altra roba compresi libri, cd e una specie di sequel intitolato Femmine contro Maschi che arriverà in primavera perché effettivamente non ne avevamo le palle piene. Il cast è abbastanza spaventoso, ancora di più perché al suo interno ci sono anche attori che mi piacciono (che so, Cortellesi, Pannofino, altri che mi vergogno a dire) e da quel che se ne dice in giro parte in modo decoroso e poi butta tutto a mare nella seconda metà. E non fa ridere. Dicono. Ah, e dura CENTOTREDICI minuti. Anche questo pregiudizio si è scazzato nella seconda parte, per approfondire vi rimando all’ottimo post di manu su Seconda Visione (lui l’ha visto), che tra le altre cose è una lucidissima disamina dello stato di salute della commedia italiana. C’è poco da ridere.

Post Mortem è il nuovo film di Pablo Larrain, già regista di Tony Manero, film cileno vincitore di Torino 2008 e molto amato dal pubblico di tutte le età e di tutte le razze che, ammazzatemi pure, non ho ancora visto. Eh, cazzo. Detto questo, il suo terzo film (il primo non l’avete visto nemmeno voi) è persino più attraente del precedente: racconta di un becchino dalla pettinatura bellissima che in quei giorni di settembre del 1973 si mette a cercare una ballerina scomparsa di cui è innamorato e la cui famiglia era sostenitrice di Allende. Visto il trailer, escludo che sia brutto o malriuscito. Questa volta faccio la pazzia. Bomba, e non se ne parli più.

Il Regno di Ga’ Hoole – La leggenda dei guardiani è un film di animazione con i cazzo di gufi tratto dai primi tre libri di una serie fantasy scritta da una che ho sentito nominare la prima volta dieci minuti fa, una serie di cui sono usciti QUINDICI libri, il che significa che ci sono molte migliaia di persone che se li sono letti tutti e QUINDICI, senza contare che Ga’Hoole assomiglia 1) una parola bresciana qualunque 2) “gloryhole”. Il regno di Gloryhole. Now that is a movie I wanna see! Quando mesi fa ho scoperto dell’esistenza di questo film ho pensato MAPERDIO e poi mi sono messo a cacciare gufi con la fionda per ristabilire l’ordine cosmico, poi mi è caduto l’occhio sul regista e il mio facepalm è stato talmente forte che mi è rimbalzata la nuca sulla colonna vertebrale, questo è il motivo per cui da allora vivo appeso per le gambe e scrivo a testa in giù. Ha i suoi vantaggi. E non dico altro. Il regista del film, per la cronaca, è Zack Snyder, che non avrebbe bisogno di presentazioni se voi aveste studiato – diciamo solo che è uno di quei registi per cui ho ancora più simpatia visto che la gente ha la tendenza a buttargli addosso più merda di quel che meriti, per esempio per 300. Per quanto mi riguarda, il suo non aver rovinato Romero nel sequel di Dawn era già motivo di grande stima, poi ha fatto Watchmen ed è diventato il mio migliore amico. E invece mo’ i cazzo di gufi? Maccristo. Il solito discorso sulle voci famose non lo ripeto, il film è stato accolto generalmente maluccio (con note tipo “però è fatto molto bene”, grazie al cazzo), ma d’altra parte stiamo parlando di un film in cui ci sono “oscuri canyon dove i piccoli gufi non hanno nomi ma numeri” e “armate di micidiali guerrieri-zombie che vogliono conquistare i regni dei gufi”, vorrei ben vedere. Mio caro Zack, ne riparliamo quando fai uscire quel film dove ci sono le fighe che si picchiano e sparano. Più fighe, meno gufi.

Salt è un paranoicospirazionistactionthriller diretto da Philip Noyce con Angelina Jolie, l’ho già visto (in uno di quei paesi civili che hanno la stagione estiva) e ne ho già scritto tempo fa. Onestamente, se questo fosse stato un pregiudizio non so se l’avrei messa allo stesso modo: il film da fuori si presenta come una cosa vecchiotta e talmente fantapolitica da far sorridere. Ma, surprise, la sua arma vincente è proprio il suo essere vecchio stile, polveroso, quasi malinconico, e se vogliamo metterla sulla sospensione dell’incredulità vi ricordo che attualmente la vostra alternativa è Innocenti Bugie di questo cazzo. Probabilmente la metà di voi lo troverebbe o lo troverà irritante, sciocco e inutile. Vi capirò, promesso. Io me la sono goduta quanto basta.

Winx Club 3D – Magica Avventura è un film delle Winx, credo. Ed è una magica avventura! Posso andare adesso?

kekkoz

19 Comments

  1. Credevo che Animal Kingdom si intitolasse “Guy Pearce ha i baffi”! È anche la sola cosa che ho capito del trailer perché una signora con la peggior tosse della storia del cinema mi ha rotto la concentrazione dei trailer ante “Buried”.

  2. Da sirmionese posso darti del tu.
    Ti aspettavo. Erano almeno due settimane che controllavo per vedere se avevi postato qualcosa su Chomet. Io sto solo aspettando che il mio “amichetto di cinema” colmi le sue lacune ed espii i suoi peccati vedendo les triplettes, dopodichè io ho preparato i fazzoletti, non il cappottino (anche perchè a Roma non fa così freddo)…

  3. Mammuttone non é per nulla YAWN, anzi é spesso LOL e anche un po WTF! Depardieu che fa il motociclista ciccione tardone e bruttone é un piacere, il lato sociale é parecchio caustico e i personaggi sono uno piu fuori di testa dell’altro.

    Post Mortem é parecchio più YAWN, ma c’ha un paio di scene da antologia.Se volete menarvela da cinefili impegnati va visto.

  4. – L’illusionista: io il cappottino ce lo avrei già in mano da qualche giorno, pronto a scattare per andarmelo a vedere … poi oggi escono le programmazioni dei cinema e scopro che andarmelo a vedere non è così semplice, ripongo tristemente il mio cappottino e spero che qualche multisala dalle mie parti vada a fuoco mentre intasata di gente che si guarda gufi in 3d (alternati alle cazz0 di fatine), la jolie, bisio o qualunque altro altro cazz0ne che sta in maschi contro femmine … scusa lo sfogo, sono un triste uomo di periferia.
    – Mammuth: per me Louise-Michel fu una parziale delusione … non posso dire che questo mi ispiri di più.
    – Maschi contro femmine: no comment … a parte che le riprese all’interno del palazzetto sono state girate a Novara (che onore, ehhhh) e un mio amico è pure andato a far la comparsa tra il pubblico
    – Il regno di Ga-Hole: a fuoco … da Zach non me l’aspettavo … speriamo nelle fighette che tirano pugni in da fazza
    – Salt: non mi fido di quel tuo pensatore
    – Winx club 3D: NO che NON puoi andare! vogliamo sapere di più … di più … di più

  5. Post mortem è oggi distribuito in 5 sale cinematografiche:
    1 Emilia Romagna
    2 Lazio
    1 Lombardia
    1 Piemonte

    Che culo.

  6. L’illusionista. Film d’altri tempi e d’altre emozioni.
    Sequenza finale da groppo alla gola.

  7. Che figata, non vedevo l’ora di beccare la pecorella per poter abbassare il livello e dire che voglio proprio andare a vedere Maschi contro Femmine!
    Talvolta mi piace essere pop, ho voglia di pop. Popopopopopopò.

  8. Tornata dalla visione di Salt, a me è piaciuto, ma io ho un debole per Angelina, quando hanno presentato i “cattivi”, quasi non ci credevo: di nuovo loroooo! Ma con tutti i cattivi che ci sono al mondo sempre quei poveri diavoli dei russi?!?

  9. Quando ho visto il regista di quella roba di gufi della quale non ho voglia di copincollare il nome ho avuto la tua stessa reazione, spero si tratti di un esemplare caso di valigetta stracolma di dollari…

  10. “Per quanto mi riguarda, il suo non aver rovinato Romero nel sequel di Dawn era già motivo di grande stima”

    Gli zombi che corrono Romero lo hanno già rovinato; e Snyder è uno di quelli che hanno dato man forte.

  11. Snyder è un puzzone PROPRIO per Watchmen, e 300 mi sono rifiutato di guardarlo. Ora se ne esce coi gufi, per me la sua carriera di registachemipiaceuncasino deve ancora cominciare.

  12. eh, ma, avvisaci quando vedi louise-michel, così vengo a leggere la recensione che scriverai, perchè la scriverai.

  13. A me i gufi di Snyder non dispiacquero, proprio perchè trovarci sottotesti cripto-fascisti aldilà dello scheletrino di trama fantasy sarebbe davvero sega mentale. La tamarrìa dello Snyder fa meno danni in un contesto del genere e fa vedere qualcosa di relativamente nuovo: un film d’animazione con animali antropomorfizzati virato in salsa dark e votato principalmente all’azione (gli allocchi che se menano in slow-mo come piccoli gerlad butler sono innegabilmente sfiziosi). E poi, per quano possa contare ormai, tecnicamente è davvero ben fatto e dettagliato.

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