Friday Prejudice Pregiudizi sui film in uscita nelle sale italiane. Solo un gioco.

24set/1041

Nei cinema dal 24 settembre 2010

Inception è il nuovo film di Christopher Nolan di cui sapete già tutto e che probabilmente state già aspettando con la bava alla bocca da mesi - ergo, evitate di venirmi a dire che ho sollevato troppe aspettative: fa tutto da solo, e ne ha tutte le ragioni. Infatti, come mi diverto a ripetere fino allo sfinimento da quando l'ho visto circa un mese e mezzo fa, questo è il mio film dell'anno fino a prova contraria. Il regista anglo-americano, diventato grazie a un pugno di film uno dei più amati del cinema statunitense di oggi anche per la sua capacità di applicare una qualità eccellente a progetti mainstream (persino a un franchise "pesante" come quello di Batman) alternandoli a opere più personali come Memento e The Prestige, con Inception raggiunge una vera e propria sintesi di queste due anime - un film tanto costoso e spettacolare quanto cerebrale e personale che mi ha fatto tremare le gambe, il cuore e i neuroni. Poi è ovvio, un tot di gente provvederà al backlash nel giro di poche ore: è imperfetto, è sbilanciato, "non è un capolavoro" (tutte osservazioni che non sono per forza dei difetti) - personalmente mi interessa poco, come già era successo con Il cavaliere oscuro farò spallucce e ignorerò deliberatamente chi ne vorrà parlar male o sminuirlo (forse avendolo già deciso prima, in alcuni casi) e non mi metterò certo a litigare. Ho già detto troppo. Non vi piace da impazzire? Beh, peggio per voi.

La passione è il nuovo film di Carlo Mazzacurati ed era l'unico film in Concorso a Venezia a sollevare in me un briciolo di curiosità. Merito dei commenti più o meno entusiasti ma comunque positivi che arrivavano dagli amichetti sparsi per il Lido, ma me l'avevano già venduto a "sembra Boris". Se in attesa del film da essa tratto la lezione della miglior serie tv italiana degli ultimi anni è stata davvero già trasferita sul grande schermo, anche solo in parte, è soltanto una buona notizia. Poi c'è da dire che il bruttissimo trailer de La Passione è una roba che smoscerebbe qualunque buona intenzione, ma stiamo pur sempre parlando di un film di un regista capace (La giusta distanza mi aveva positivamente colpito) interpretato da Silvio Orlando e con Corrado Fuckin' Guzzanti. Non dargli un pizzico di fiducia con queste premesse sarebbe una sciocchezza - e poi non vorremo mica far arrabbiare i poteri forti che ci mandano il bonifico tutte le settimane vero?

L'ultimo dominatore dell'aria è il nuovo film di M. Night Shyamalan, regista di origine indiana che nel corso degli anni è diventato presso la maggior parte della critica, soprattutto anglofona, il sinonimo vivente di "regista demmerda ma pure una mano ar culo de simpatia". Sulla sua presunzione nessuno discute, ma c'è un sacco di gente che ha difeso bene o male tutti i suoi film - e tra quegli stronzi c'è il sottoscritto. Giorni difficili e violenti, quelli in cui si scelse di parlare bene di Lady in the water: sarà forse che la spocchia spudorata di Sciàmala mi ha sempre fatto simpatia almeno nella sua rappresentazione filmica (con Sciàmbolan in persona, uh, non mi berrei nemmeno un caffè) o sarà anche perché in ogni caso Cosetto è uno che impone la sua visione contro tutto e tutti e a volte contro la logica, piaccia o meno la visione stessa, per ora nessuno dei suoi film mi ha lasciato del tutto insoddisfatto. Sì, persino Signs e The happening. Fatevene una ragione, è la vita. Stavolta però la pecora è d'obbligo: il film tratto dalla serie animata americana Avatar - La leggenda di Aang, che c'entra assai poco con la precedente filmografia di Scià, ha definitivamente sancito l'abbandono dei pochi rimasti fedeli al regista, ha raggranellato un 6% al pomodorometro e, in poche parole, fa vomitarissimo. Esiste qualcuno di ragionevole che ne abbia parlato non dico bene ma senza insultarlo? Probabilmente no. Dal canto mio, non ho un cazzo voglia - e ho deciso di considerare questo, più di ogni altro, il sintomo definitivo per dire no a Sciàbolon.