Friday Prejudice Pregiudizi sui film in uscita nelle sale italiane. Solo un gioco.

17mag/1215

Nei cinema dal 18 maggio 2012

Come potrete notare a breve, questo è un episodio un po' particolare e meno "pregiudiziale": il caso vuole che io abbia già visto tre delle sei uscite settimanali. La buona notizia è che tutti e tre i film sono molto belli. Andiamo a cominciare.

Another Earth è un piccolo film diretto da Mike Cahill, sceneggiato dal regista esordiente insieme alla favolosa protagonista Brit Marling. L'ho già visto qualche mese fa e ne ho già scritto dall'altra parte. In breve: mi è piaciuto un bel po'. Costato mezza miseria e presentato al Sundance nel 2011, dove diventò immediatamente un caso, il film racconta una dolorosa storia personale mettendo sullo sfondo la fantascienza (la scoperta improvvisa dell'esistenza di un pianeta gemello) facendola funzionare soprattutto come metafora ma mantenendo comunque l'amore per il genere e per i suoi paradossi - soprattutto verso la fine. Diciamo così, quando vedrete della gente uscire da una sala con la faccia di Conspiracy Keanu, quelli sono andati a vedere Another Earth.

La fredda luce del giorno è un thriller merigano su cui ho cominciato a informarmi più o meno adesso mentre scrivo. Di fatto del film si sa poco, o almeno io ve la spaccio così: non è ancora uscito negli states (dove arriverà a settembre) ma del film esistono comunque un pugno di recensioni, tutte pressoché negative se ho ben capito. Peccato perché il cast è interessante (Bruce Willis, Sigourney Weaver e Henry Cavill, il prossimo Superman) e il regista Mabrouk El Mechri è quello del bellissimo JCVD, ma qui siamo in piena zona cestone delle offerte dell'Auchan.

Margin Call è un film che ha diverse cose in comune con Another Earth: è anch'esso americano e indipendente, dal budget ridotto (sotto i 4 milioni di dollari), è un'opera prima (di J.C. Chandor) è stato presentato al Sundance lo scorso anno ed è bellissimo - infatti l'ho visto e ne ho scritto di là. Le somiglianze finiscono qui: il film è infatti un dramma corale ispirato ai casini della Lehman Brothers. Se non capite un cazzo di finanza, non abbiate timore: nemmeno io. Il film ha ben altre doti: un cast letteralmente incredibile (ne dico solo tre: Kevin Spacey, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Demi Moore, ne ho detti quattro, facciamo cinque, Paul Bettany) ma soprattutto una sceneggiatura che vi farà appassionare profondamente alle vicende di gente con cui non vorreste nemmeno sedervi a bere un cafferino all'inferno.

Il pescatore di sogni è il titolo italiano di Salmon Fishing in the Yemen, e anche stavolta di fronte a un originale così improbabile (tratto da un libro, cosa ci vuoi fare) non me la sento di biasimare fino in fondo la scelta - anche se quei sogni sono un jolly facilone. Almeno abbiamo evitato lo SPARKSING e in fondo non si chiama Il pescatore dell'AmoreUn amore di pescatore, né Il salmone dell'amore nei sogni. Però il libro da cui è tratto in Italia si chiama Pesca al salmone nello Yemen, quindi avete poco da fare i furbini. COMUNQUE. Il film è una produzione britannica, è diretto dallo svedese Lasse Hallström (che non ne imbrocca una da una ventina d'anni) e ha avuto un'accoglienza moscetta. Dal canto mio, c'è una sola ragione per cui potrei mai andare in sala a vederlo e ve la spiego così.

Quella casa nel bosco è il terzo e ultimo film che ho già visto (certo, ne ho scritto sull'altro blog) di questa settimana, e con tutta probabilità è il film che la maggior parte di voi vorrà andare a vedere. Lasciate che vi rassicuri: fate bene. Il film prodotto e co-sceneggiato da Joss Whedon e diretto da Drew Goddard è una pacchia totale per qualunque appassionato di cinema (non soltanto horror) e uno spasso garantito per chiunque altro. Non saprei cosa aggiungere visto che di ciò che accade nel film si dovrebbe (a mio avviso) parlare il meno possibile. Come diceva Gesù, non spoilerate agli altri quello che non vorreste venisse spoilerato a voi.

Roman Polanski: A Film Memoir è un documentario distribuito da Lucky Red e diretto dal francese Laurent Bouzereau, regista specializzato in un campo un po' particolare: i making of e i contenuti speciali per home video, anche di film molto popolari come Lo Squalo o Ritorno al Futuro, quindi è probabile che abbiate visto un botto di film di Laurent Bouzereau senza saperlo. Che storia bellissima! L'argomento del documentario è molto più prevedibile - il titolo dice tutto - ma senza dubbio le vicende private e professionali di un grande e discusso regista come Polanski sono un argomento sufficientemente valido e interessante da giustificare la sua esistenza. Ecco.